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Per festeggiare i suoi primi 15 anni, Google Arts & Culture cambia volto e accoglie l’intelligenza artificiale in maniera piuttosto decisa. Google ha scelto di celebrare l’anniversario della piattaforma dedicata all’arte e alla cultura con due novità che vanno di pari passo. Da una parte arriva una nuova modalità di ricerca basata sull’AI, dall’altra un restyling profondo dell’applicazione mobile che modifica in modo sensibile l’esperienza di chi la usa ogni giorno.
Non si tratta quindi di un semplice ritocco grafico legato alla ricorrenza. Il servizio di bigG prova a rinnovarsi su entrambi i fronti, cioè nel modo in cui si cercano le informazioni e nel modo in cui i contenuti vengono proposti. Due interventi che, messi insieme, restituiscono l’immagine di una piattaforma che vuole essere più immediata e più vicina alle abitudini di chi oggi passa buona parte del proprio tempo sullo smartphone.
La ricerca conversazionale arriva su Google Arts & Culture
La novità più interessante è quella che Google chiama ricerca conversazionale. Il meccanismo è semplice da spiegare. Basta porre una domanda all’intelligenza artificiale su un tema legato all’arte o alla cultura per ricevere una risposta esaustiva, accompagnata da elementi visivi che aiutano a inquadrare meglio l’argomento. Niente elenchi di link da consultare uno per uno quindi, ma una spiegazione già pronta arricchita da immagini pertinenti.
Per capire come funziona in pratica, Google ha mostrato cosa succede quando si chiede all’AI Mostrami i gatti nell’arte. Una richiesta formulata in modo del tutto naturale, come si farebbe parlando con una persona esperta, che porta il sistema a raccogliere e presentare contenuti a tema felino tratti dal mondo artistico. È proprio questo l’aspetto più curioso della funzione, ovvero la possibilità di esplorare l’enorme patrimonio della piattaforma partendo da una curiosità qualsiasi, senza dover conoscere in anticipo nomi di artisti, titoli di opere o musei specifici.
L’approccio segue la direzione che Google sta prendendo un po’ ovunque nei suoi servizi, con l’AI che diventa il punto di accesso principale ai contenuti. Nel caso di Google Arts & Culture l’effetto è quello di rendere la scoperta dell’arte meno intimidatoria e più accessibile anche a chi non ha una formazione specifica nel settore.
Il nuovo restyling dell’app punta su un feed in stile social
L’altra grande novità riguarda l’app mobile, che si presenta con un restyling piuttosto profondo. L’ispirazione è abbastanza chiara, visto che le modalità di interazione ricordano da vicino quelle tipiche dei social network. La tradizionale organizzazione dei contenuti lascia il posto a qualcosa di diverso e decisamente più dinamico.
La homepage mostra ora una sorta di feed pensato per far scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno. Invece di navigare tra sezioni e categorie ben separate, si scorre una sequenza di proposte che cambia di volta in volta, un po’ come accade sulle piattaforme social più diffuse. Il risultato è un’esperienza meno statica, che invita a lasciarsi guidare dai suggerimenti anziché cercare qualcosa di preciso.
All’interno di questo nuovo flusso trovano spazio storie ed elementi messi in primo piano, così da dare maggiore visibilità ai contenuti più interessanti del momento. Accanto a questi compare anche un paio di esperimenti basati sull’AI, che si inseriscono nel feed come parte integrante della nuova esperienza offerta dall’applicazione di Google Arts & Culture.
Fonte: TecnoAndroid








