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Nintendo vince: 4,1 milioni di euro da un pirata di Switch

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Una sentenza pesante chiude il braccio di ferro fra Nintendo e James Williams, l’uomo che online si faceva chiamare «archbox» e che secondo l’accusa distribuiva copie pirata di giochi per Nintendo Switch. Un tribunale federale dello Stato di Washington ha riconosciuto alla casa di Kyoto un risarcimento da circa 4,1 milioni di euro, cifra che tiene dentro anche le attività online con cui venivano fatti girare i file dei titoli protetti dal diritto d’autore. La decisione è arrivata in contumacia, il che dice già parecchio su come è andata. Williams non aveva mai risposto alla causa avviata nel 2024 e, dopo mesi di silenzio, a ottobre l’azienda ha chiesto al giudice di pronunciarsi comunque, indicando l’importo che riteneva dovuto per le violazioni contestate. Il procedimento si è quindi chiuso senza che il convenuto mettesse mai piede in aula, nemmeno per via documentale.

Il ruolo nella community e i negozi online

Nella denuncia, la società descriveva Williams come uno dei principali moderatori di r/SwitchPirates, uno spazio di discussione dedicato proprio alla pirateria su console. Secondo le accuse quel ruolo non era affatto neutrale, anzi veniva usato per chiedere agli utenti delle «donazioni» sotto forma di carte regalo Nintendo eShop e di copie di giochi Switch. Il materiale raccolto sarebbe poi finito nella macchina della duplicazione, con i file caricati su negozi online costruiti apposta per distribuire titoli craccati.

La giudice Lauren King ha ritenuto provato che Williams promuovesse siti pieni di file piratati e di software pensati per aggirare le protezioni della console. Nell’ordinanza c’è anche altro, e non è un dettaglio secondario, perché gli viene attribuito l’incoraggiamento rivolto ad altri utenti affinché fornissero giochi piratati ai suoi store, oltre all’aiuto concreto nella distribuzione. Il tutto sapendo benissimo che si trattava di attività in violazione delle leggi sul copyright, elemento che pesa parecchio quando si arriva alla quantificazione del danno.

Come è stato calcolato il risarcimento

I conti sono stati fatti su trenta giochi protetti da copyright, con un importo di circa 140.000 euro per ciascuna violazione. Fra i titoli coinvolti compaiono Animal Crossing: New Horizons, Luigi’s Mansion 3 e Pikmin 4, tre nomi che da soli spiegano perché la cifra finale sia salita così in fretta. La somma riconosciuta nasce dunque dalla somma delle singole opere finite nel fascicolo, non da una stima generica del danno commerciale subito dall’azienda. Il provvedimento però non si ferma ai soldi, e questa è la parte che potrebbe avere effetti più immediati. L’ordine impone a Williams di disabilitare subito l’accesso ai negozi oggetto del procedimento e di chiudere gli account social utilizzati per far circolare i giochi Switch protetti. In pratica il giudice ha esteso la stretta anche ai canali di comunicazione, quelli che servivano a intercettare il pubblico e a indirizzarlo verso i download.

Un fronte legale che si allarga oltre gli Stati Uniti

Non è l’unica battaglia portata a casa di recente dalla società giapponese. Nei Paesi Bassi è arrivata un’altra vittoria giudiziaria, stavolta legata alle cartucce flash Mig, quei dispositivi che permettono di eseguire copie pirata dei giochi su console. Il tribunale olandese ha stabilito che la vendita di quei prodotti è illegale, chiudendo così un altro capitolo di una strategia legale che negli ultimi anni si è fatta sempre più insistente. La linea è abbastanza leggibile. Da una parte si colpiscono i singoli distributori di file, dall’altra si va contro l’hardware che rende possibile l’aggiramento delle protezioni, con cause portate avanti in giurisdizioni diverse. L’azienda di Kyoto ha mostrato di voler intervenire su entrambi i piani, e il caso «archbox» rappresenta uno degli esiti più onerosi ottenuti finora contro un privato cittadino, con una cifra che difficilmente potrà essere recuperata per intero ma che ha soprattutto un valore di segnale verso chi gestisce operazioni simili.

Fonte: TecnoAndroid

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