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Genesis ha ottenuto negli Stati Uniti i brevetti di design per la X Gran Coupe e la X Gran Convertible, le due concept derivate dalla G90 che avevano lasciato a bocca aperta mezzo settore. Non è una conferma di produzione, chiariamolo subito, ma è un altro indizio che si aggiunge a una pila che comincia a farsi consistente.
Il marchio coreano esiste da appena dieci anni e in questo arco di tempo ha mostrato coupé, cabriolet e persino station wagon che nessuno ha mai potuto comprare. Ogni volta la storia si è ripetuta: applausi al salone, dichiarazioni di intenti, poi silenzio. Stavolta però qualcosa si muove sul piano burocratico, che nel mondo dell’auto spesso conta più delle promesse.
Due brevetti, due date, un segnale
Il design della X Gran Convertible ha ricevuto il brevetto statunitense D1.138.892 il 4 agosto, mentre la X Gran Coupe ha ottenuto il D1.144.037 il 25 agosto. Entrambe le domande erano state depositate negli Stati Uniti a luglio 2025, rivendicando priorità su depositi sudcoreani risalenti a marzo dello stesso anno. Dettagli tecnici, certo, ma raccontano una cosa: qualcuno a Seul ha ritenuto valesse la pena proteggere quelle forme anche oltreoceano.
Detto questo, meglio tenere le aspettative sotto controllo. Le case automobilistiche brevettano i design delle concept car con una regolarità quasi noiosa, e un brevetto di design non equivale a un annuncio di produzione. Genesis continua a definire entrambe le vetture come semplici concept. La differenza, in questo caso, sta nel fatto che le due auto sembrano già pronte per la catena di montaggio, senza quegli eccessi da prototipo che di solito costringono i designer a smontare tutto prima di arrivare in concessionaria.
Come sono dal vivo, al di là delle foto
Le due vetture hanno debuttato al Seoul Mobility Show 2025 come derivate della G90 attualmente in listino. Condividono la firma luminosa a doppia linea ormai identitaria del marchio, cofani di dimensioni notevoli, parafanghi allargati, portiere lunghissime e proporzioni decisamente teatrali. Anche i terminali di scarico rettangolari fanno la loro figura, sia negli scatti ufficiali sia dal vivo.
E dal vivo, va detto, la X Gran Convertible ha una presenza che le fotografie non riescono a restituire del tutto. Parcheggiata accanto a modelli come Bentley Continental GT, Mercedes Maybach SL e Lexus LC, non sfigura affatto, anzi regge il confronto con la naturalezza di una gran turismo da sei cifre. L’impostazione è quella, il portamento pure.
Poi c’è l’abitacolo, capitolo che merita un discorso a parte. L’esemplare esposto aveva praticamente ogni centimetro rivestito in arancione, una scelta cromatica che divide in maniera netta: c’è chi si innamora e chi scappa. Difficile immaginare che Genesis la renda un allestimento standard, qualora una delle due arrivasse davvero sul mercato. Il resto del lavoro, però, funziona: l’impostazione generale degli interni e la cura maniacale dei dettagli reggono benissimo l’esame ravvicinato.
Il nodo resta la produzione
La domanda vera continua a essere sempre la stessa, ovvero se il marchio deciderà di costruirle sul serio. Per ora c’è una tutela legale ottenuta negli Stati Uniti sul design di entrambe, un passaggio che potrebbe rivelarsi significativo sia per l’azienda sia per chi quelle auto vorrebbe vederle in concessionaria. Nel frattempo Genesis ha in cantiere anche il concept della Magma GT, un’altra proposta che secondo diverse indiscrezioni si starebbe avvicinando alla fase produttiva. Tra la X Gran Coupe, la X Gran Convertible e l’altrettanto affascinante concept Wingback, scegliere quale meriterebbe per prima il via libera industriale resta un esercizio complicato. I brevetti, per ora, coprono soltanto le prime due.
Fonte: TecnoAndroid








