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Gemini supera il miliardo di utenti: i numeri di Google

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Il traguardo del miliardo di utenti mensili è arrivato anche per Gemini app, che secondo quanto annunciato da Google l’11 agosto 2026 è diventata il quattordicesimo prodotto della casa di Mountain View a superare quella soglia. A comunicarlo è stato Sundar Pichai, che ha definito Gemini il prodotto a crescita più rapida mai realizzato dall’azienda. Un club piuttosto esclusivo, se si pensa che gli altri membri si chiamano Ricerca, Gmail, Android, Maps, Chrome, Play e YouTube.

Numeri alla mano, la corsa è stata rapida davvero. A maggio del 2025 Google parlava di 400 milioni di utenti attivi mensili. Dodici mesi più tardi la cifra era salita a 900 milioni, poi altri 50 milioni si erano aggiunti entro la fine di luglio. E adesso il miliardo tondo. Difficile trovare nel portafoglio prodotti di Google un’accelerazione paragonabile in così poco tempo.

Cosa racconta il primo miliardo di utenti

A entrare nel dettaglio è stato Josh Woodward, vicepresidente responsabile della Gemini app, che ha condiviso alcune lezioni imparate lungo la strada e qualche anticipazione su ciò che arriverà. Il dato che colpisce di più riguarda la distribuzione tra piattaforme, perché oltre un decimo del totale, quindi più di 100 milioni di persone, usa l’assistente su iOS. Non solo, gli utenti più assidui dell’applicazione per macOS mandano prompt con una frequenza circa doppia rispetto a chi utilizza le altre superfici.

C’è poi il capitolo voce, che sta diventando centrale. Il 63% degli utenti oggi parla direttamente con Gemini, e Woodward ha sottolineato la crescita di quella fetta di pubblico che interagisce soltanto a voce, senza quasi mai toccare la tastiera. Un cambio di abitudini che spiega anche perché l’azienda stia investendo così tanto sul riconoscimento linguistico: come già mostrato all’I/O 2026 dello scorso maggio, l’app introdurrà a breve oltre 60 nuovi dialetti regionali.

Immagini, fotocamera e automazioni su Android

Anche Gemini Live racconta qualcosa di interessante sul modo in cui le persone si stanno abituando a questi strumenti. Una interazione su cinque va oltre la semplice conversazione vocale e sfrutta la fotocamera in tempo reale oppure la condivisione dello schermo. Inquadrare qualcosa e chiedere spiegazioni, insomma, non è più un esercizio da appassionati di tecnologia ma una pratica piuttosto diffusa.

Sul fronte creativo i numeri sono altrettanto consistenti: l’app genera oltre 150 milioni di immagini al giorno. E nelle prossime settimane arriveranno nuove funzioni pensate per lo studio, un’area su cui Google sembra voler spingere parecchio.

Per quanto riguarda Android, l’azienda ha messo in evidenza l’automazione delle attività, ormai supportata su 40 applicazioni diverse. Si tratta della possibilità di delegare all’assistente operazioni che prima richiedevano diversi passaggi manuali, e il numero di app compatibili è destinato a salire. Google ha anche lasciato intendere che ulteriori novità verranno annunciate il giorno successivo, durante l’evento Made by Google 2026.

Il quadro complessivo

Mettendo in fila i dati, emerge il ritratto di un prodotto che in poco più di un anno ha triplicato la propria base di utenti e che sta modificando il modo in cui le persone interagiscono con un assistente digitale. La voce guadagna terreno sulla scrittura, la fotocamera diventa uno strumento di dialogo, la generazione di immagini si trasforma in un’attività quotidiana per milioni di persone.

Il paragone con gli altri prodotti Google da un miliardo di utenti rende l’idea della portata del fenomeno. Ricerca, Gmail, Android, Maps, Chrome, Play e YouTube hanno impiegato anni, in alcuni casi oltre un decennio, per arrivare dove Gemini è arrivata in una manciata di trimestri. Il prossimo appuntamento è fissato per Made by Google 2026, dove l’azienda ha promesso altri annunci legati all’integrazione dell’assistente nel sistema operativo mobile.

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