Gemini Spark arriva su Chrome e comincia a fare qualcosa che fino a ieri era territorio esclusivo delle persone: navigare il web al posto vostro, usando gli account già collegati e le password salvate nel browser. Google ha appena presentato due novità per il suo agente AI, e mentre una riguarda soltanto l’espansione geografica, l’altra tocca un nervo scoperto, cioè la gestione delle credenziali personali.
L’agente in questione lo avevamo già incontrato mentre lavorava in autonomia su Gmail, Docs e altri servizi della casa di Mountain View. Adesso il salto è più concreto: Gemini Spark può muoversi tra i siti sfruttando le sessioni aperte e i dati di accesso conservati in Chrome, ovviamente solo dopo un permesso esplicito da parte vostra. Gli esempi che Google porta danno subito l’idea di cosa parliamo. Prenotare la visita a un appartamento già salvato tra i preferiti, oppure avviare la procedura di acquisto di un volo. Non si tratta più di cercare informazioni e restituirle, qui l’agente agisce direttamente sulle pagine, cliccando e compilando campi come farebbe una persona in carne e ossa.
Come Google gestisce sicurezza e password
Il tema delle password è quello che merita attenzione vera, e Google lo sa bene. Nel suo blog ufficiale l’azienda spiega che il sistema è costruito per difendersi dal cosiddetto prompt injection, un tipo di attacco in cui un sito malevolo prova a manipolare l’agente attraverso istruzioni nascoste dentro il contenuto della pagina. In più, quando entrano in gioco azioni delicate come un pagamento, Spark si ferma e restituisce il comando all’utente. Nessuna transazione economica portata a termine in totale autonomia, insomma.
Detto questo, un po’ di sano scetticismo non fa male. Funzioni di questo genere chiedono una fiducia quasi cieca nel sistema, e la fiducia non nasce da un comunicato stampa, si guadagna nel tempo. Un agente che entra nei vostri account salvati e naviga per conto vostro è comodissimo sulla carta, ma diventa anche un possibile vettore di rischio se qualcosa va per il verso sbagliato. Un bug, un sito costruito ad arte per ingannare, un compito interpretato male. Roba da valutare con calma prima di dare via libera a tutto in un colpo solo.
Dove è disponibile e chi può usarlo
Sul piano della diffusione, la nuova integrazione con Chrome resta per adesso confinata agli Stati Uniti, senza una data precisa per lo sbarco in altre aree del mondo. L’altra parte dell’annuncio riguarda invece l’accesso più generale all’assistente: Google ha aperto Gemini Spark agli abbonati Google AI Pro in oltre 160 nuovi paesi a partire da oggi. Un allargamento notevole, che porta un numero decisamente più alto di persone a poter mettere le mani su queste funzioni e provarle sul campo.


