Con Gemini Spark Google ha deciso di alzare l’asticella, portando l’assistente basato sull’intelligenza artificiale dentro le pieghe della navigazione quotidiana. La novità arriva direttamente dal blog ufficiale dell’azienda di Mountain View e riguarda soprattutto una integrazione con Google Chrome pensata per togliere di mezzo tutte quelle attività ripetitive che di solito rubano tempo senza dare nulla in cambio.
Il lavoro degli sviluppatori di Google, del resto, non si ferma mai, e questa volta il risultato tocca una zona particolarmente delicata, quella in cui l’intelligenza artificiale smette di limitarsi a rispondere alle domande e comincia a fare cose concrete al posto dell’utente. Non è un cambiamento da poco, e vale la pena capirlo bene.
L’idea di fondo è semplice da spiegare. Con il permesso di chi lo utilizza, Gemini Spark può appoggiarsi agli account e alle password già salvate dentro il browser per portare a termine compiti che normalmente richiederebbero diversi passaggi manuali. Pensiamo a fissare le visite per gli appartamenti messi da parte, oppure a cercare opzioni di volo e avviare direttamente la procedura di prenotazione. Roba pratica, insomma, di quella che capita di dover fare più volte in una stessa giornata.
Sicurezza e disponibilità della nuova funzione
Ovviamente, dando a un assistente le chiavi dei propri account, la questione della sicurezza diventa centrale. E qui Google ci ha tenuto a mettere le mani avanti. L’azienda assicura che tutto avviene con una protezione attiva contro le minacce, incluso il cosiddetto prompt injection, ovvero quella tecnica con cui qualcuno prova a manipolare l’assistente inserendo istruzioni nascoste. In più, c’è l’impegno a tenere sempre informato l’utente quando si tratta di azioni sensibili, come nel caso dei pagamenti. Nessuna operazione delicata, quindi, dovrebbe scattare senza che la persona ne sia consapevole.
Per quanto riguarda chi può già mettere le mani su queste funzioni, il quadro è ancora un po’ ristretto. Al momento la novità dell’integrazione avanzata è riservata soltanto a chi risiede negli Stati Uniti, anche se Google ha fatto capire chiaramente che l’intenzione è quella di allargare il raggio d’azione ad altre aree nei prossimi tempi.
C’è però un secondo annuncio che va nella direzione opposta, quella dell’apertura. Google ha infatti iniziato a estendere la disponibilità di Gemini Spark a una platea molto più ampia di utenti Google AI Pro, e non parliamo di numeri piccoli. Il servizio sta arrivando in oltre 160 Paesi in giro per il mondo, un passo che rende l’assistente accessibile a una fetta di persone decisamente più consistente rispetto a prima.
Il messaggio complessivo che emerge è piuttosto lineare. Da una parte Google spinge sull’automazione delle attività web, provando a rendere l’assistente qualcosa di più di un semplice interlocutore, dall’altra tiene un occhio fisso sulla protezione dei dati e sul controllo che l’utente conserva su ciò che accade. Le due funzioni, quella più aperta e quella ancora limitata agli Stati Uniti, viaggiano su binari diversi ma raccontano la stessa storia, quella di un assistente che punta a diventare sempre più operativo dentro la vita digitale di ogni giorno.


