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Geely Zhanjian 700: SUV ibrido da 1.113 CV con tre motori

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Con la Geely Zhanjian 700 il costruttore cinese porta nel segmento dei grandi SUV fuoristrada un pacchetto tecnico che punta tutto sull’intelligenza artificiale applicata alla dinamica del veicolo. Il modello, conosciuto anche come Galaxy Cruiser 700, è il primo a ricevere per intero la nuova piattaforma tecnologica presentata dal marchio, che mette insieme tre ingredienti: l’architettura GTA, acronimo di Geely Terrain Architecture e non del videogioco a cui tutti hanno pensato, il sistema ibrido Thor e un telaio digitale che ragiona sulle informazioni raccolte dai sensori. Le misure raccontano già molto: 5,08 metri di lunghezza, quasi due metri di larghezza, 1,91 metri di altezza. La carrozzeria è squadrata, senza troppi giri di parole stilistici, con la ruota di scorta montata all’esterno sul portellone posteriore. Un’estetica che dichiara subito le intenzioni.

Un telaio costruito attorno al fuoristrada

La base GTA unisce la struttura monoscocca a un telaio integrato, formando una specie di gabbia composta da sei elementi orizzontali, sette verticali e otto anelli di rinforzo. Secondo i dati diffusi da Geely, questa soluzione fa risparmiare circa 100 kg rispetto a un classico telaio separato e allo stesso tempo alza la rigidità torsionale oltre i 40.000 Nm per grado. C’è anche un vantaggio pratico, meno appariscente ma concreto: il pavimento resta completamente piatto e la superficie utile dichiarata arriva all’80,3% dell’abitacolo. Sul fronte più propriamente fuoristradistico, l’altezza da terra a vuoto è di 233 mm, mentre il pacco batterie rimane a 313 mm dal suolo. La capacità di carico sul tetto dichiarata è di 16 tonnellate.

Tre motori elettrici e 1.113 CV

Il capitolo motori è quello che fa alzare le sopracciglia. La tecnologia ibrida Thor adotta un’architettura a trazione integrale con tre motori elettrici, abbinati a un quattro cilindri 2.0 turbo sviluppato appositamente per l’uso in fuoristrada. Nel dettaglio si tratta di un’unità P3 sull’asse anteriore, due P4 sul posteriore e un cambio DHT a tre rapporti. La potenza complessiva tocca gli 830 kW, cioè circa 1.113 CV. Per i terreni più ostici ci sono due sistemi di bloccaggio elettronici e un differenziale posteriore con blocco meccanico. L’elettronica lavora sulla coppia in pochi millisecondi, mentre il blocco meccanico posteriore completa l’innesto in circa 200 millisecondi. Anche la gestione termica ha ricevuto attenzioni particolari, con un involucro in lega di magnesio per la parte elettrica e un doppio circuito di raffreddamento completamente attivo.

Il telaio che analizza la strada in anticipo

La parte più curiosa resta però il telaio digitale per ogni tipo di terreno. Il cuore del sistema è il centro di controllo GVMC 3.0, affiancato dall’architettura elettronica EEA 4.0, che insieme gestiscono in automatico diversi parametri della vettura. Le sospensioni idrauliche attive leggono la superficie stradale fino a 30 metri davanti al veicolo e si preparano prima di incontrare buche o dossi, con vari programmi dedicati all’off road.

C’è poi una chicca ingegneristica non banale: grazie alla gestione elettronica delle ruote, il diametro di sterzata scende fino a 3,36 metri, numero sorprendente per un mezzo che supera i cinque metri. Il sistema di propulsione vanta una resistenza all’acqua certificata IPX8 e, in situazioni di emergenza, il SUV può attivare una modalità di galleggiamento che sfrutta sensori sonar e un propulsore posteriore per spostarsi in acqua. Sul fronte sicurezza, la cellula dell’abitacolo impiega acciai ad alta resistenza e componenti stampati a caldo, con una struttura protettiva nascosta fatta di tubi a espansione termica. La batteria è chiusa dentro un guscio rinforzato chiamato Aegis, con più livelli di protezione fisica e una piastra inferiore in poliurea resistente agli urti, così che sia la struttura ad assorbire l’urto prima che arrivi alle celle. Nella lista delle dotazioni compaiono anche la comunicazione satellitare tramite satelliti in orbita bassa, un sistema di generazione dell’ossigeno per l’abitacolo e vari livelli di ridondanza elettronica.

Prezzo e data di commercializzazione della Zhanjian 700 non sono ancora stati comunicati.

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