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Anthropic è pronta a depositare i documenti per l’Ipo già dalla prossima settimana, con l’obiettivo di arrivare sul mercato tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre. Un’operazione che, se rispettasse le tempistiche di cui si parla in queste ore, porterebbe uno dei nomi più discussi dell’intelligenza artificiale davanti agli investitori di Wall Street in tempi molto rapidi. Il condizionale resta d’obbligo, perché più di una fonte vicina al dossier ha messo le mani avanti sul calendario.
Il quadro che emerge parla di una quotazione a New York costruita con la regia delle grandi banche d’affari americane. Morgan Stanley sarebbe in vantaggio per aggiudicarsi il ruolo di lead left, ovvero la posizione di consulente strategico dell’intera operazione, quella che nei prospetti compare per prima a sinistra e che in genere garantisce la fetta più consistente delle commissioni. A Goldman Sachs andrebbe invece l’incarico di agente di stabilizzazione, un compito tutt’altro che secondario: significa vigilare sulle prime sessioni di negoziazione, le più delicate, quelle in cui il titolo può prendere una direzione difficile da correggere.
Le trattative sul prezzo e i ruoli ancora da assegnare
Nelle ultime settimane Morgan Stanley ha già avviato colloqui con potenziali investitori di Anthropic per capire a che livello posizionare il prezzo delle azioni. È la fase in cui si misura la temperatura del mercato, si raccolgono manifestazioni di interesse e si aggiusta il tiro. Due fonti hanno però precisato che l’assegnazione del ruolo di lead left non è ancora chiusa e che la situazione potrebbe cambiare ancora prima della firma definitiva. Nelle grandi Ipo capita spesso: gli equilibri tra le banche si spostano fino all’ultimo momento utile, a seconda delle garanzie offerte e dei rapporti con gli azionisti storici.
Il contesto in cui si inserisce l’operazione è quello di un mercato che ha appena assorbito una delle quotazioni più grandi mai viste. Pochi mesi fa SpaceX ha raccolto circa 79 miliardi di euro, con una valutazione complessiva intorno ai 1.640 miliardi di euro. Numeri che hanno riscritto i parametri di riferimento e che, evidentemente, hanno anche riaperto le porte a operazioni di dimensioni fino a poco tempo fa impensabili per società ancora giovani.
Una valutazione che punta a superare ogni precedente
Secondo le indiscrezioni raccolte finora, l’Ipo di Anthropic potrebbe spingersi fino a una valutazione vicina ai 1.840 miliardi di euro, una cifra che supererebbe quella raggiunta da SpaceX e che rappresenterebbe un record assoluto per il settore. Sono stime, non certezze, e vanno prese per quello che sono: il prezzo finale dipenderà da come risponderanno i grandi fondi durante il collocamento e da quanto il mercato sarà disposto a scommettere sulla crescita futura dei modelli di intelligenza artificiale. Le stesse fonti hanno però sottolineato che la tabella di marcia non è blindata. Il deposito dei documenti previsto per la prossima settimana potrebbe slittare, così come la finestra tra fine settembre e inizio ottobre individuata per l’esordio in Borsa. Ritardi di questo tipo sono la norma più che l’eccezione quando si parla di collocamenti di questa portata, perché basta un dettaglio nella documentazione o un cambio di clima sui mercati per far rimandare tutto di qualche settimana.
Nel frattempo, il lavoro di preparazione prosegue su più fronti. La definizione del sindacato di collocamento, la messa a punto del prospetto, i colloqui con gli investitori istituzionali: sono i passaggi obbligati che precedono qualsiasi quotazione di grandi dimensioni, e per Anthropic si stanno svolgendo tutti in parallelo, con una compressione dei tempi che dice parecchio su quanto la società voglia sfruttare l’attuale interesse del mercato verso l’intelligenza artificiale.








