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Con il rilascio di Firefox 154 Mozilla mette sul tavolo un aggiornamento che tiene insieme tre cose piuttosto diverse tra loro: funzioni costruite intorno all’intelligenza artificiale, un giro di vite sulle connessioni verso la rete locale e una serie di correzioni di sicurezza tutt’altro che marginali. Il pacchetto è disponibile per Windows, macOS e Linux, e chi tende a rimandare gli aggiornamenti farebbe bene a fare un’eccezione, perché sul fronte delle vulnerabilità c’è materiale importante.
Mozilla ha messo mano a problemi che riguardano componenti diversi del browser, dal Remote Settings Client a CanvasWebGL, passando per DOM Networking e WebAssembly. Due falle in particolare meritano attenzione: CVE-2026-75874, legata a un possibile sandbox escape, e CVE-2026-74936, un use after free nell’implementazione JavaScript di WebAssembly. Roba tecnica, certo, ma il senso pratico è semplice: sono i punti da cui un attaccante potrebbe provare a uscire dal recinto in cui il browser tiene confinato il codice delle pagine web.
Smart Window, i gruppi di schede e il nome scelto dall’AI
La novità più visibile riguarda Smart Window, il sistema che aiuta a mettere ordine tra le schede aperte. Adesso Firefox 154 riesce a individuare gruppi di tab collegate tra loro e propone un nome per ciascun gruppo appoggiandosi a un modello LLM in cloud. Chi lavora con venti schede aperte capirà subito l’utilità. Va detto però che la funzione è ancora in beta e a disponibilità limitata: per ora la vedono soltanto gli utenti negli Stati Uniti e in Canada.
Sul versante privacy arriva un’estensione della protezione per l’accesso alla rete locale, che ora copre anche le connessioni WebSocket. In pratica una pagina web non può più aprire un canale bidirezionale verso i dispositivi della rete domestica o aziendale senza prima chiedere il permesso. È una misura pensata contro quelle comunicazioni silenziose con servizi esposti in locale che l’utente non vede e non sospetta.
Chi usa un Mac trova finalmente il backup del profilo, funzione che su Windows e Linux era già presente. Si tratta di creare copie locali di segnalibri, impostazioni e dati personali, con la possibilità di ripristinarli anche su un sistema operativo diverso. Su Windows invece Firefox entra nella lista dei browser supportati da NVIDIA GeForce NOW, quindi lo streaming dei giochi si può avviare direttamente dalla finestra del browser.
Traduzioni, cookie, cache e un comando rapido per l’AI
Il traduttore integrato fa un passo avanti concreto: gestisce anche i contenuti dentro gli iframe e riconosce la lingua a ogni caricamento della pagina, non più una volta sola. Su Windows compare la possibilità di scegliere icone alternative per l’applicazione dalle impostazioni di Aspetto, dettaglio estetico ma apprezzato da chi tiene alla scrivania ordinata. Nella barra degli indirizzi arriva poi il comando rapido Manage AI, scorciatoia per raggiungere in fretta le impostazioni delle funzioni di intelligenza artificiale.
Sui cookie il controllo diventa più fine: l’esclusione dalla cancellazione viene separata dalle restrizioni antitracciamento, due cose che prima viaggiavano insieme e che ora si possono regolare in modo indipendente. L’hard reload adesso svuota anche la favicon dalla cache. La ricerca all’interno della timeline dei video è sensibilmente più rapida, mentre la selezione del testo nei PDF rispetta le impostazioni di accessibilità del sistema operativo, cosa che prima non accadeva.
Cosa cambia per chi sviluppa
Per chi scrive codice il capitolo CSS porta le funzioni sibling-index() e sibling-count(), insieme alle proprietà text-box-trim e text-box-edge, utili per governare lo spazio verticale attorno al testo senza trucchi artigianali. JavaScript guadagna nuovi metodi per gli iteratori, tra cui chunks() e windows(). Le API WebRTC si allargano con RTCIceTransport.getSelectedCandidatePair() e con l’evento selectedcandidatepairchange, pensati per tenere sotto controllo lo stato delle connessioni in tempo reale.









