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Nella tarda serata di ieri Google ha illustrato le prime novità dell’aggiornamento di sistema di ottobre 2026 e alcune di queste riguardano da vicino Find Hub, la rete di localizzazione dei dispositivi del colosso di Mountain View. Le funzioni arrivano tramite la nuova versione dei Google Play Services e interessano in particolare i tag e i tracker compatibili con il servizio, che ottengono due miglioramenti pensati per rendere più semplice e immediato il loro utilizzo quotidiano.
Google ha inserito entrambe le aggiunte nella categoria dedicata a sicurezza e privacy. In termini pratici però il loro scopo principale è rendere più comoda la gestione dei piccoli localizzatori, sia durante il primo avvio sia nell’uso di tutti i giorni. Da una parte entra in gioco la tecnologia NFC, dall’altra viene ripensata la procedura iniziale di configurazione, che finora richiedeva qualche passaggio di troppo.
Find Hub e i tag con NFC, cosa cambia
Tutto parte dalla versione 26.39 dei Google Play Services, datata 5 ottobre 2026. Si tratta dell’app che governa i servizi di Google sui dispositivi Android certificati, quella che lavora dietro le quinte e che di solito nessuno apre mai direttamente. Proprio da qui arrivano le due novità per i tracker compatibili con Find Hub.
La prima riguarda esclusivamente i tag dotati di chip NFC. Va detto che i modelli con questa caratteristica non sono poi così numerosi. Google Pixel Tag per esempio ne è privo, mentre Xiaomi Tag la supporta ma per il momento solo con la rete Dov’è di Apple. Insomma la platea di prodotti coinvolti resta piuttosto ristretta, almeno per ora.
Da adesso in avanti comunque i tag con NFC registrati sulla rete Find Hub potranno mostrare dettagli e impostazioni semplicemente avvicinandoli a uno smartphone. Basta un tocco e le informazioni compaiono sullo schermo, senza dover passare dai menu dell’app. Secondo la descrizione ufficiale questo meccanismo permette di accedere rapidamente ai dati del tracker e alle sue opzioni, ma può tornare utile anche in un’altra situazione. Chi trova un localizzatore smarrito ha infatti la possibilità di identificarlo con lo stesso gesto, appoggiandolo al proprio telefono.
Una configurazione iniziale più completa
La seconda novità interviene sulla procedura di configurazione dei tag, e qui il beneficio riguarda tutti i dispositivi compatibili. Con il nuovo flusso di registrazione gli utenti potranno assegnare una categoria al tracker, cambiargli nome e regolare altre impostazioni già durante il primo abbinamento.
Fino a oggi il percorso era diverso. Prima bisognava completare l’accoppiamento e solo successivamente entrare nelle impostazioni del dispositivo appena configurato dall’app Find Hub per sistemare tutto il resto. Ora invece questi passaggi vengono raccolti in un’unica fase. Tra le opzioni disponibili fin da subito figura anche quella dei Promemoria dispositivi dimenticati, che quindi non andrà più attivata manualmente in un secondo momento dall’app.
Come aggiornare Find Hub e i Google Play Services
L’app Find Hub è preinstallata sui dispositivi Android dotati dei servizi Google, cioè quelli certificati, e si aggiorna come qualsiasi altra applicazione passando dal Google Play Store. È sufficiente aprire la sua pagina sullo store e selezionare Aggiorna, nel caso in cui sia presente una nuova versione.
Anche i Google Play Services risultano preinstallati sui dispositivi Android certificati, con una piccola particolarità. L’app infatti non compare tra i risultati della ricerca interna del Play Store, quindi per controllare la presenza di un aggiornamento occorre raggiungere direttamente la pagina dedicata e toccare Aggiorna se il pulsante è disponibile. Di norma comunque l’app si aggiorna in automatico, senza alcun intervento da parte dell’utente.
Fonte: TecnoAndroid








