Ferrari Luce ha ribaltato ogni pronostico nel giro di poche settimane, passando da bersaglio delle critiche a caso di studio commerciale. Quando la supercar elettrica era stata svelata a Roma lo scorso maggio, praticamente nessuno scommetteva su un successo immediato. Gli interni firmati da Jony Ive avevano già scatenato discussioni prima ancora del debutto ufficiale, e la presentazione della vettura da 1.050 CV aveva alimentato un vero e proprio polverone mediatico. Ora, però, i numeri raccontano una storia completamente diversa.
Dal debutto contestato agli obiettivi già centrati
Dopo la presentazione, la Ferrari Luce era finita sotto tiro tra appassionati e utenti dei social, soprattutto per il design che si allontana parecchio dai canoni classici del marchio. Persino l’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva manifestato qualche perplessità pubblica, mentre il titolo in borsa dell’azienda aveva subito un calo netto nei giorni successivi all’evento.
Eppure la reazione del mercato ha seguito un copione opposto. Ferrari avrebbe già esaurito tutte le unità previste per il 2026, centrando l’obiettivo di vendita in meno di due mesi. La produzione per il primo anno commerciale era fissata sotto le 500 unità, una quota volutamente contenuta e coerente con la storica strategia di esclusività del marchio, che non ha mai puntato sui grandi volumi.
Un dettaglio interessante: le consegne ai clienti non sono nemmeno cominciate. I primi esemplari arriveranno soltanto a partire da ottobre. Interpellata sui dati, Ferrari non li ha confermati ufficialmente e ha rimandato ogni aggiornamento più dettagliato alla pubblicazione dei risultati semestrali. Un dirigente ha comunque spiegato che l’estetica della vettura è stata condizionata pesantemente dalle esigenze aerodinamiche, e che un design così richiede tempo prima di essere davvero compreso e apprezzato.
Il peso della Cina e i numeri della supercar
Buona parte della domanda arriverebbe dalla Cina, mercato che resta uno degli sbocchi principali per le elettriche di fascia altissima. L’amministratore delegato Benedetto Vigna aveva già raccontato nei mesi scorsi che la nuova vettura stava raccogliendo ordini sia da clienti storici sia da acquirenti del tutto nuovi, con un portafoglio destinato a estendersi fino alla fine del 2027. Secondo indiscrezioni precedenti, almeno il 20% della produzione iniziale sarebbe riservato proprio al mercato cinese.
Con un prezzo di partenza tra i 550.000 e i 555.000 euro, la Luce si piazza tra i modelli più costosi dell’intera gamma. Parliamo di una vettura a quattro porte e cinque posti, sviluppata insieme allo studio LoveFrom dei designer Jony Ive e Marc Newson, entrambi con un passato in Apple. Nonostante la distanza dalla configurazione classica delle sportive del Cavallino, il modello prova a mettere insieme praticità quotidiana e prestazioni ai vertici.
Sotto la carrozzeria uno dei progetti più avanzati di Maranello
Sul piano tecnico, la Ferrari Luce rappresenta uno dei progetti elettrici più spinti mai realizzati dalla Casa di Maranello. La piattaforma adotta un’architettura a 880 volt con una batteria da 122 kWh, supporta la ricarica rapida fino a 350 kW e promette oltre 530 chilometri di autonomia. Il sistema di propulsione sviluppa più di 1.000 CV grazie a quattro motori elettrici indipendenti, con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi.
Ferrari sottolinea di aver sviluppato internamente diverse tecnologie chiave, tra cui motori con rotori a configurazione Halbach, inverter al carburo di silicio con un’efficienza dichiarata del 93% e un sistema di sospensioni attive capace di leggere il fondo stradale con una latenza di appena un millisecondo. Le prime impressioni della stampa specializzata indicano che, nonostante l’impostazione inedita, il comportamento dinamico resta in linea con gli standard del marchio.











