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Fastweb+Vodafone ottiene la certificazione ISO 30415 sull’inclusione

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Il doppio riconoscimento incassato da Fastweb+Vodafone racconta qualcosa che di solito resta dietro le quinte delle grandi operazioni societarie, ovvero come si tengono insieme le persone quando due aziende diventano una sola. L’operatore ha rinnovato la certificazione UNI/PdR 125 sulla parità di genere e, per la prima volta, ha ottenuto l’attestazione ISO 30415 dedicata a Diversity & Inclusion. Entrambi i documenti portano la firma di Bureau Veritas Italia, uno degli enti che in Italia si occupa di verificare e certificare processi aziendali. Detta così potrebbe sembrare una formalità da ufficio comunicazione, e invece il contesto in cui arriva la notizia le dà un peso diverso. La fusione tra Fastweb e Vodafone Italia è ancora un cantiere aperto, con tutto quello che comporta far combaciare due realtà cresciute separatamente per decenni. Reti, sistemi informatici, strutture organizzative sono la parte più visibile del lavoro. Ma sotto ci sono le procedure quotidiane, i modi di lavorare, le politiche interne che ciascuna delle due aziende aveva costruito nel tempo e che ora vanno riconciliate.

Cosa significano le due certificazioni per l’operatore

La UNI/PdR 125 è la prassi di riferimento italiana che misura quanto un’organizzazione lavori concretamente sulla parità tra donne e uomini, dalle opportunità di carriera ai processi interni. Non è un bollino che si prende una volta e si mette in bacheca, va rinnovato, il che significa dimostrare che i risultati non sono stati episodici. Fastweb+Vodafone l’ha confermata, e questo di per sé è già un segnale su quanto l’operatore tenga a non perdere terreno durante la fase di integrazione, che notoriamente è il momento in cui molte aziende mettono in pausa tutto ciò che non sia strettamente operativo.

La ISO 30415, invece, è una novità assoluta per il gruppo. Si tratta di uno standard internazionale che guarda alla gestione delle risorse umane con una lente più ampia rispetto alla sola questione di genere, abbracciando il tema della diversità e inclusione in senso esteso. Ottenerla per la prima volta proprio adesso, mentre l’azienda è nel pieno della riorganizzazione, è una scelta che dice parecchio sulle priorità dichiarate dal management.

Il comitato che mette a confronto le due culture aziendali

Per gestire questa parte del lavoro è stato creato un Comitato Guida Diversity, Equity & Inclusion, un organismo interno con un compito piuttosto pratico. Deve mettere sul tavolo le pratiche che Fastweb e Vodafone Italia avevano sviluppato ciascuna per conto proprio, confrontarle, capire cosa funziona meglio e da lì definire criteri comuni per misurare come le cose evolvono nel tempo.

È un passaggio meno scontato di quanto sembri. Due aziende che si fondono portano in dote non solo infrastrutture, ma abitudini consolidate, linguaggi interni, modi diversi di affrontare le stesse questioni. Scegliere quali tenere e quali abbandonare è una negoziazione continua, e senza un luogo dedicato a farla rischia di risolversi per inerzia, con la cultura dell’azienda più grande che assorbe l’altra senza troppe domande. Il comitato serve proprio a evitare che accada in automatico. Avere criteri condivisi di misurazione, poi, permette di verificare nel tempo se le politiche annunciate producono effetti reali oppure restano sulla carta, un problema tutt’altro che raro quando si parla di inclusione nelle grandi organizzazioni.

Le due attestazioni rilasciate da Bureau Veritas Italia arrivano quindi come una verifica esterna su un percorso ancora in corso, in una fase in cui Fastweb+Vodafone sta ridisegnando contemporaneamente la propria architettura tecnica e quella organizzativa.

Fonte: TecnoAndroid

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