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Falcon Heavy, primo lancio segreto per la NRO: tre voli in 13 ore

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Per la prima volta SpaceX ha affidato a un razzo Falcon Heavy un carico della National Reconnaissance Office, l’Ufficio nazionale per la ricognizione degli Stati Uniti. Non è stato un volo isolato, perché si è trattato del terzo di una serie di lanci concentrati in appena 13 ore. La compagnia spaziale di Elon Musk aveva già raggiunto un traguardo simile nel 2025 e questa nuova sequenza conferma una capacità operativa che oggi pochi possono vantare. Il dettaglio più intrigante riguarda proprio l’ultimo decollo, quello avvolto dal segreto militare americano.

Falcon Heavy: NROL 97, la missione di cui si sa pochissimo

La missione si chiama NROL 97 ed è stata lanciata per conto della NRO, l’ente che gestisce la flotta di satelliti spia degli Stati Uniti. È quindi probabile che il carico avesse a che fare con questo genere di attività, ma le informazioni sono classificate e i dettagli scarseggiano. Il lancio è avvenuto nella notte del 1 ottobre 2026 e l’unico elemento noto è una toppa dedicata alle vittime dell’11 settembre, nel 25° anniversario degli attentati. Poco altro. La diretta streaming si è interrotta poco dopo l’atterraggio dei due booster laterali a Cape Canaveral, a meno di otto minuti dal decollo, ed è stata proprio la NRO a chiederlo.

Anche la scelta del vettore dice qualcosa. Preferire un Falcon Heavy a un Falcon 9 lascia pensare che il razzo trasportasse un carico molto pesante oppure diretto verso una destinazione piuttosto lontana. Visto che non è stata comunicata l’orbita raggiunta, però, non è possibile stabilirlo con certezza. Quel che è sicuro è che si è trattato del quattordicesimo volo di questo lanciatore, concluso con successo. A prescindere dalla natura del carico, per SpaceX rimane un risultato di grande peso.

Tre lanci in 13 ore, dalla Crew 13 a Transporter 18

Nell’arco di una sola giornata SpaceX ha portato in orbita tre carichi molto diversi tra loro. Si è partiti con la missione con equipaggio Crew 13 diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale, un volo davvero speciale perché considerato il viaggio più rapido mai compiuto dagli Stati Uniti verso il laboratorio orbitante. Gli astronauti hanno impiegato 8 ore per arrivare a destinazione e solo le capsule russe Soyuz riescono a fare meglio.

Subito dopo è toccato alla missione Transporter 18, che ha messo in orbita 130 carichi utili. In entrambi i casi l’azienda ha usato un Falcon 9. A sera è infine partito il Falcon Heavy con il carico destinato alla NRO, chiudendo una sequenza che ha richiesto pochissimo tempo.

L’anno scorso la società aveva centrato un traguardo simile in 12,5 ore e l’obiettivo è continuare su questa strada. Per mantenere una cadenza di lancio così serrata, SpaceX è alla ricerca di nuove piattaforme da cui far decollare i propri razzi.

La sfida con la Cina e la fiducia di Washington

Anche altri Paesi stanno accelerando parecchio. La Cina, per esempio, ha aumentato in modo notevole il proprio ritmo, ma non è ancora arrivata a questi numeri. L’ultimo grande risultato del gigante asiatico è stato il lancio di 4 razzi in 45 ore, un dato di tutto rispetto che però lascia SpaceX ancora parecchio avanti.

Del resto la strategia dell’azienda punta da tempo su un principio semplice, cioè lanciare il più spesso possibile. A quanto pare funziona, al punto che gli Stati Uniti la ritengono abbastanza affidabile da consegnarle grandi satelliti spia. In passato la compagnia aveva già lanciato 22 Falcon 9 con carichi per la NRO e adesso è arrivato il momento di spedire nello spazio qualcosa di più grande o destinato a una meta più lontana.

Fonte: TecnoAndroid

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