Uno smartwatch anti bufala che avverte in tempo reale quando qualcuno dice una falsità: si chiama FactNudger ed è il progetto di ricerca che punta a smascherare la disinformazione proprio mentre si sviluppa una conversazione, senza costringere chi lo indossa a fermarsi e controllare da solo. L’idea nasce da un problema che tutti conoscono bene. La disinformazione non gira solo sui social o su siti poco affidabili, ma si infila nelle chiacchiere di ogni giorno. Riunioni di lavoro, podcast, video, lezioni universitarie. Un’affermazione dubbia può passare per verità assoluta senza che nessuno abbia tempo o voglia di verificarla, e quando poi ci si ricorda di farlo il discorso è già andato avanti.
Attenzione però, non è un prodotto che si trova in vendita. Si tratta di un lavoro dell’Augmented Human Lab della National University of Singapore. Il funzionamento è tanto ambizioso quanto ingegnoso: il sistema ascolta e trascrive le conversazioni attorno a chi lo indossa, isola le affermazioni che si possono davvero controllare e lancia una ricerca sul web per trovare prove a favore o contro. Non tutto merita un’interruzione, chiaro. L’algoritmo decide caso per caso se aspettare più contesto, ignorare la frase oppure far scattare l’allerta. Solo quando un’evidenza credibile smentisce un’affermazione importante, che riguardi salute, finanza o sicurezza, lo smartwatch vibra e mostra una breve spiegazione sul display, mentre lo smartphone abbinato tira fuori le fonti per chi vuole approfondire.
La teoria dietro il progetto
Alla base di FactNudger c’è la teoria del doppio processo cognitivo di Daniel Kahneman. Da una parte il System 1, il pensiero rapido, automatico e intuitivo con cui di solito assorbiamo un’informazione. Dall’altra il System 2, quello lento, analitico e faticoso da mettere in moto. L’obiettivo è rompere il pilota automatico del System 1 nel momento esatto in cui sentiamo qualcosa di dubbio, spingendo verso una verifica più consapevole senza obbligare nessuno a fermarsi o cambiare contesto. Da qui la scelta del polso per gli avvisi, che studi precedenti avevano già individuato come punto socialmente accettabile per le notifiche discrete.
Cosa dicono i test
I numeri raccontano un progetto promettente ma ancora lontano dall’essere pronto per la vita di tutti i giorni. Su un campione di 125 affermazioni già verificate in precedenza, il sistema completo ha dato un verdetto corretto nel 77% dei casi. I ricercatori hanno poi costruito 50 situazioni più insidiose, con battute, frasi incomplete, correzioni, ripetizioni e affermazioni che dipendevano dal contesto. Qui FactNudger ha scelto la reazione giusta, cioè aspettare, ignorare o vibrare, in 40 casi su 50, con un tempo di risposta medio di circa 3,5 secondi dopo la fine della frase.
Anche il campione per lo sviluppo è stato piccolo. Lo studio ha coinvolto 34 partecipanti, 20 uomini e 14 donne, per lo più tra i 25 e i 34 anni, personale o studenti universitari, messi davanti a compilation video con affermazioni vere e false. I risultati restano incoraggianti. Il dispositivo ha ridotto in modo netto la fiducia nelle affermazioni false, senza però rendere le persone più diffidenti verso quelle vere. E chi lo indossava si è mostrato più sicuro nel respingere la disinformazione, arrivando a raddoppiare le verifiche spontanee: mettere in pausa un video, riavvolgere, fare una ricerca, controllare l’orologio. Curiosamente, tutto questo lavoro extra non ha aumentato lo stress percepito.
C’è però un rovescio della medaglia che non va sottovalutato. Quando il sistema segnalava per errore un’affermazione vera come falsa, i partecipanti diventavano molto più scettici anche verso le informazioni corrette. Al contrario, una frase falsa non segnalata aveva un impatto ben più contenuto. Il messaggio è chiaro: le persone tendono a fidarsi troppo dell’avviso attivo, e questo rende gli errori particolarmente rischiosi dal punto di vista del comportamento.



