In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
L’eclissi lunare parziale del 27 e 28 agosto ha regalato immagini che vale la pena guardare con calma, perché la Luna è rimasta per ore dentro il cono d’ombra della Terra fino a raggiungere una fase particolarmente profonda. Al momento del massimo, circa il 93% del diametro lunare risultava coperto, un valore che sfiora la totalità e che ha trasformato il disco chiaro delle sere d’estate in qualcosa di molto più cupo e sfumato. Chi si è messo fuori a guardare, con un treppiede o anche solo con il telefono appoggiato a un davanzale, ha portato a casa scatti sorprendenti.
Una differenza importante rispetto a un’eclissi solare riguarda la sicurezza. Per osservare o fotografare un’eclissi lunare non serve alcuna protezione particolare per gli occhi, nessun filtro, nessun occhialino certificato. Basta che la Luna sia sopra l’orizzonte e che il cielo collabori. Le condizioni migliori si sono avute in America, dove il fenomeno è stato seguito quasi per intero, mentre da diverse zone d’Europa è stato possibile coglierne una parte prima dell’alba, con quella luce incerta che rende tutto un po’ più fotogenico.
Perché la Luna diventa rossa durante un’eclissi
La domanda torna puntuale a ogni evento del genere, e la risposta sta nell’atmosfera terrestre. Durante un’eclissi, il satellite tende ad assumere tonalità rossastre, e quando la copertura è totale si parla di Luna di sangue. Il meccanismo è puramente fisico. La luce del Sole attraversa l’atmosfera del nostro pianeta prima di arrivare sulla superficie lunare, e in quel passaggio una parte della radiazione, in particolare quella delle onde blu, resta letteralmente intrappolata qui sulla Terra. Quello che riesce a proseguire è soprattutto luce arancione, e la Luna finisce per essere illuminata da quei raggi.
La NASA lo riassume con un’immagine che funziona meglio di qualsiasi grafico: è come se tutte le albe e tutti i tramonti del mondo si proiettassero contemporaneamente sulla Luna. Nessuna conseguenza fisica, né sul pianeta né sul satellite. Solo uno spettacolo visivo, frutto di una coincidenza astronomica che ogni tanto si ripresenta. Il colore rosso quindi non è un segnale di nulla, non anticipa niente, è semplicemente il modo in cui l’atmosfera filtra la luce.
Perché è più facile vedere un’eclissi di Luna che una di Sole
C’è poi un aspetto geografico che spiega perché eventi come quello del 27 e 28 agosto siano così popolari. Durante un’eclissi lunare praticamente tutta la metà notturna della Terra può assistere al fenomeno nello stesso momento. Non ci sono corridoi ristretti, non serve prenotare un viaggio dall’altra parte del mondo. Chi si trova nell’emisfero giusto guarda in alto e la vede.
In un’eclissi solare totale la faccenda cambia parecchio. L’ombra della Luna percorre una fascia relativamente stretta della superficie terrestre, e solo chi si trova esattamente lì dentro assiste alla totalità. Per questo, pur verificandosi due, tre o addirittura quattro eclissi solari ogni anno, possono passare decenni prima che una totale attraversi un punto preciso del pianeta. Una città può aspettare generazioni, mentre le eclissi lunari tornano con una frequenza molto più amichevole.
Le fotografie raccolte da varie regioni dell’America e dell’Europa raccontano bene questa accessibilità. Immagini scattate da balconi di città, da spiagge, da zone di montagna, tutte con lo stesso soggetto ripreso da migliaia di chilometri di distanza. La fase parziale profonda, con quel 93% di diametro coperto, ha permesso di cogliere il contrasto tra la porzione ancora illuminata e la parte immersa nell’ombra terrestre, con il bordo che sfuma verso il rosso.










