Ebola torna a colpire, e stavolta lo fa con una velocità che ha sorpreso persino chi lavora da anni sul campo. In appena qualche mese è stato messo a punto e somministrato al primo paziente il primo vaccino contro il ceppo Bundibugyo mai realizzato al mondo, un passo che arriva mentre l’epidemia continua a espandersi senza dare segni di rallentamento. Al momento si contano circa 3.000 persone contagiate, un numero che pesa e che racconta bene quanto sia difficile arginare la diffusione.
Ebola: un’epidemia che corre più veloce delle altre
Quello a cui si sta assistendo è, secondo quanto emerge, il focolaio di Ebola più rapido mai registrato. Non è un dettaglio da poco, perché la velocità con cui il virus si muove complica enormemente il lavoro di chi cerca di contenere i contagi. Ogni ora conta, e la macchina della risposta sanitaria deve muoversi con la stessa rapidità del patogeno che si trova ad affrontare.
Il ceppo coinvolto è quello Bundibugyo, una delle varianti del virus che finora non aveva mai avuto un vaccino dedicato. Fino a poco tempo fa, insomma, mancava uno strumento pensato su misura per questa specifica versione dell’agente infettivo. La comparsa di un numero così alto di contagiati, circa 3.000, ha reso ancora più urgente trovare una soluzione, e il fatto che il virus non stia dando cenni di esaurirsi ha spinto la ricerca ad accelerare oltre i ritmi consueti.
Il vaccino sviluppato in pochi mesi
La notizia che tiene banco riguarda proprio la messa a punto del primo vaccino Bundibugyo al mondo, realizzato in un arco di tempo davvero ridotto. Parliamo di pochi mesi, un tempo che nel campo dello sviluppo di questo genere di prodotti sanitari è tutt’altro che scontato. La prima persona ha già ricevuto la dose, segnando un momento simbolico oltre che concreto nella lotta contro questa epidemia.
La rapidità con cui si è arrivati alla somministrazione dice molto sullo sforzo messo in campo. Sviluppare un vaccino contro un ceppo specifico e portarlo fino al primo paziente in così poco tempo non è un percorso ordinario, e in questo caso l’urgenza dettata dalla diffusione del virus ha fatto la differenza.
Resta il fatto che il numero dei contagi, fermo per ora attorno alle 3.000 unità, continua a crescere e il virus non accenna a fermarsi. La corsa tra la diffusione del patogeno e gli strumenti messi a disposizione per contrastarlo è ancora aperta, e la comparsa di questo vaccino rappresenta il primo vero tentativo di intervenire in modo mirato su un fronte che finora era rimasto scoperto.


