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Da Berlino arriva il nome che ha catalizzato l’attenzione durante i giorni di IFA: Dyson CameraJet, il primo spazzolino elettrico dell’azienda britannica, presentato nel corso di Dyson Unveiled, l’appuntamento organizzato dal marchio per mostrare le novità in arrivo. A margine dell’evento abbiamo incontrato Jake Dyson, Chief Engineer del gruppo e figlio del fondatore Sir James Dyson, che di questo prodotto ha parlato senza troppi giri di parole: «È il prodotto più difficile che abbiamo mai realizzato».
Una frase che pesa, se si considera da quale azienda arriva. Dyson non è nuova a progetti complicati, eppure il passaggio all’igiene orale ha evidentemente alzato l’asticella più del previsto. Tra tutti gli annunci fatti a Berlino, CameraJet è quello che porta con sé l’ambizione maggiore, ed è anche quello su cui il lavoro di ingegneria si è rivelato più lungo e tortuoso.
Perché uno spazzolino ha messo in difficoltà gli ingegneri Dyson
Il punto è che entrare in una categoria nuova significa ripartire quasi da zero. Nessuna scorciatoia, nessuna piattaforma già collaudata da adattare. Jake Dyson lo ha ammesso con una franchezza che nel marketing tecnologico non si sente spesso: realizzare questo spazzolino elettrico è stata la sfida più complessa mai affrontata dall’azienda. Non un modo di dire per riempire una conferenza stampa, ma il riassunto di un percorso che ha richiesto tempo, prove e ripensamenti.
Chi conosce la storia dell’azienda sa che il metodo è sempre lo stesso: prendere un oggetto quotidiano che tutti danno per scontato e chiedersi perché funzioni in quel modo e non in un altro. Con Dyson CameraJet il ragionamento si è spostato su un gesto che si ripete due volte al giorno, ogni giorno, e che nessuno pensa più di dover reinventare. Proprio lì, secondo l’azienda, si nasconde lo spazio per fare qualcosa di diverso.
Dyson Unveiled, la vetrina scelta per il debutto
L’evento berlinese è stato costruito attorno a questo tipo di racconto. Dyson Unveiled non è una fiera nel senso classico, ma un appuntamento in cui il marchio mostra i prodotti in arrivo e prova a spiegare le scelte tecniche che ci stanno dietro. Nei giorni di IFA, con Berlino affollata di annunci e novità, la presenza dello spazzolino ha comunque catalizzato buona parte dell’attenzione, complice il fatto che si tratta di un debutto assoluto in una categoria mai toccata prima dall’azienda.
Il ruolo di Jake Dyson in tutto questo non è puramente rappresentativo. Chief Engineer del gruppo, è la figura che segue direttamente lo sviluppo dei prodotti, e il suo commento sulla difficoltà del progetto arriva da chi ha visto il lavoro da vicino, non da chi lo racconta a cose fatte. Una posizione che dà un peso diverso alle parole spese a Berlino.
Resta il fatto che l’ingresso di Dyson nell’igiene orale segna un cambio di passo nella strategia dell’azienda. Dopo anni passati a costruire una reputazione su categorie molto diverse tra loro, il marchio britannico prova ad applicare lo stesso approccio ingegneristico a un settore già affollato e con concorrenti storici ben piantati. CameraJet è il biglietto da visita scelto per questa mossa, ed è anche il prodotto che, per ammissione diretta di chi lo ha sviluppato, ha richiesto lo sforzo maggiore nella storia dell’azienda.








