Vai al contenuto
Offerte

Droni ricaricati con un laser in volo: la scommessa cinese

Ricaricare i droni senza farli tornare mai a terra, mentre sono ancora sospesi in aria e in piena missione. È questa l’idea che arriva dalla Cina e che potrebbe scardinare uno dei limiti più fastidiosi di questi velivoli. Le batterie, infatti, restano il vero tallone d’Achille dei quadricotteri e degli esacotteri elettrici, perché tenere sollevato un oggetto del genere consuma parecchia energia. Anche i modelli più sofisticati sono costretti a fermarsi dopo pochi minuti o, nei casi più fortunati, dopo qualche ora. E ogni volta la storia si ripete, missione interrotta, rientro alla base, ricarica e via da capo.

Il gruppo di ricercatori della Civil Aviation University of China ha deciso di affrontare il problema da un’altra angolazione. Invece di rincorrere batterie sempre più capienti, hanno ribaltato la domanda. Perché non spedire l’energia direttamente al drone mentre sta volando? Detta così sembra fantascienza, ma il principio è concreto. Il sistema che hanno messo a punto è in grado di prendere un raggio laser e trasformarlo in elettricità utilizzabile dal velivolo, senza alcun collegamento fisico.

Come funziona la ricarica a distanza con la perovskite

Niente cavi, niente fili nascosti. Solo un fascio di luce che porta energia da un punto all’altro, permettendo al drone di continuare la sua attività senza dover scendere. Il cuore di questa tecnologia è una speciale cella in perovskite, un materiale che negli ultimi anni si è fatto notare nel campo dell’energia solare per la sua efficienza e per la capacità di catturare la luce in modo sorprendente. In questo caso il compito è diverso ma la logica è simile, catturare il raggio e convertirlo in corrente pronta all’uso.

Il vantaggio pratico è evidente. Un drone che non deve più interrompere il proprio lavoro può volare più a lungo, coprire tratte più ampie e portare a termine operazioni che oggi risultano complicate proprio a causa dell’autonomia limitata. Il concetto di trasferimento di energia a distanza apre scenari interessanti, dalla sorveglianza al monitoraggio ambientale, fino alle applicazioni in aree difficili da raggiungere dove tornare a terra ogni pochi minuti diventa un problema serio.

L’approccio scelto dai ricercatori cinesi punta quindi non tanto ad accumulare più energia a bordo, quanto a garantire un rifornimento continuo. È una filosofia diversa, che sposta l’attenzione dalla capacità della batteria alla possibilità di alimentare il velivolo in tempo reale. La cella in perovskite diventa così l’elemento chiave di un sistema pensato per abbattere quella dipendenza cronica dall’autonomia residua che da sempre condiziona il modo in cui questi mezzi vengono impiegati.

L’obiettivo dichiarato è chiaro, un drone capace di restare operativo senza le pause forzate imposte dalla ricarica tradizionale. E se la strada intrapresa dalla Civil Aviation University of China dovesse rivelarsi solida, il modo in cui pensiamo all’autonomia dei velivoli elettrici potrebbe cambiare in maniera piuttosto radicale.

Condividi:
174 Condivisioni