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Drone laser NASA pronto a esplorare le grotte nascoste della Luna

Sotto la superficie lunare esiste un buco largo quanto due campi da calcio che precipita per 133 metri nel buio più totale, senza luce solare, senza GPS e senza alcuna mappa. Per capire cosa si nasconde là sotto, la NASA ha assegnato a un’azienda di robotica di Austin EUR 151.976, circa 162.000 euro, con un obiettivo tanto ambizioso quanto insolito. Verificare se un drone alimentato via laser, capace di volare grazie a un raggio che viaggia lungo una singola fibra ottica, possa scendere in quel vuoto e riportare le prime immagini di quello che potrebbe diventare il primo rifugio umano fuori dalla Terra. L’idea nasce da una constatazione piuttosto concreta. Le antiche gallerie di lava lunari offrono una schermatura naturale dalle radiazioni e temperature stabili, due caratteristiche che le rendono candidate ideali per ospitare i primi insediamenti abitativi lontano dal nostro pianeta.

La grotta che vale il viaggio

Questi tunnel vulcanici si sono formati miliardi di anni fa e alcuni raggiungono larghezze di centinaia di metri, dimensioni enormemente superiori a qualsiasi cosa simile presente sulla Terra. Una ricerca del 2024 ha confermato che la fossa nota come Mare Tranquillitatis Pit, situata a circa 400 chilometri dal sito dell’allunaggio dell’Apollo 11, probabilmente si apre su una rete di caverne. Il vantaggio è immediato. I soffitti di roccia bloccano le radiazioni cosmiche e i micrometeoriti, mentre all’interno la temperatura si manterrebbe stabile intorno ai 17 gradi. Basta pensare agli sbalzi della superficie, dove si passa dal caldo rovente della luce diretta al gelo profondo dell’ombra, per capire quanto conti quella stabilità. Per una futura base lunare, insomma, queste grotte funzionerebbero come bunker già pronti con tanto di climatizzazione naturale.

Cosa rende speciale il progetto LUX

Il cuore di tutto è una sottile fibra ottica che si srotola mentre il drone scende. Quel filo fa tre lavori contemporaneamente. Trasporta la potenza del laser, gestisce i dati ad alta velocità e alimenta un sistema di propulsione a gas freddo. Un solo cavo, tre funzioni. Per orientarsi in un ambiente dove il GPS semplicemente non esiste, il progetto LUX si affida a un LiDAR di bordo e agli algoritmi SLAM per costruire una mappa tridimensionale in tempo reale. La spinta a gas freddo, poi, ha un ruolo delicato. Serve a mantenere la grotta incontaminata, evitando i residui della combustione che rovinerebbero le rilevazioni scientifiche.

Il paragone più immediato è quello dei vecchi joystick collegati alla console tramite un cavo, con la differenza che qui quel cavo è insieme la fonte di energia, la connessione a internet e il carburante del motore. La fibra non è un vincolo, è l’intera infrastruttura. “La NASA ha delineato una visione ambiziosa per il futuro dell’esplorazione spaziale, stiamo tornando sulla Luna per restarci, puntiamo a Marte e vogliamo approfondire la nostra comprensione dello spazio”, ha dichiarato Greg Stover, direttore della divisione NASA dedicata alla ricerca avanzata.

Una tecnologia per il futuro

La tecnologia della potenza trasmessa via fibra potrebbe rivelarsi utile ben oltre la Luna. Gilly Elor, responsabile della fisica presso Stone Aerospace, descrive LUX come possibile apripista della prima esplorazione di una grotta extraterrestre, con applicazioni anche terrestri. Droni per il soccorso capaci di muoversi tra le macerie di edifici crollati, robot per l’ispezione di miniere profonde, veicoli subacquei liberati dagli ingombranti pacchi batteria. Approcci concorrenti esistono già, come la sfera rotolante DAEDALUS dell’ESA e il rover Scout della DLR, ma la combinazione tra drone a volo stazionario e fibra resta l’elemento davvero originale.

Va detto chiaramente che si tratta di un finanziamento di Fase I, uno studio di fattibilità da EUR 151.976, quindi circa 162.000 euro, non una data di lancio. Prima che qualcuno possa vivere sotto la superficie lunare, però, qualcosa deve scendere là sotto per primo. E un drone alimentato via laser al guinzaglio di una fibra ottica potrebbe essere abbastanza bizzarro da funzionare davvero.

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