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Dodge Charger addio al V8 Hemi: arriva il sei cilindri da 550 CV

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Chi ha amato per decenni il rombo del V8 Hemi dovrà farsene una ragione, perché Dodge Charger cambia pelle e archivia il motore che ne ha definito l’identità per generazioni. Al suo posto arriva un sei cilindri in linea biturbo, una scelta che sulla carta suona come un tradimento verso i puristi delle muscle car americane, ma che guardando i numeri racconta tutt’altra storia. Il nuovo propulsore Hurricane da 3 litri non si limita a rimpiazzare l’Hemi: lo batte su potenza, coppia e accelerazione.

Finisce l’era del V8 Hemi

La novità più pesante riguarda proprio l’abbandono dei tradizionali motori V8 Hemi, sostituiti dalle versioni siglate SIXPACK con il sei cilindri in linea Hurricane biturbo. Un momento spartiacque per il marchio americano, che fino a ieri aveva costruito buona parte della propria reputazione su quel frastuono inconfondibile.

Dietro la decisione c’è un mix di evoluzione tecnologica e pressioni del mercato, che hanno spinto Dodge verso propulsori più efficienti e più sofisticati. Non solo. La nuova piattaforma STLA Large può ospitare sia le motorizzazioni termiche sia quelle completamente elettriche, il che permette a Charger di muoversi su due binari paralleli senza dover rinunciare alle prestazioni. Una flessibilità che, in un’auto di questo tipo, fino a poco tempo fa sembrava impensabile.

Quando il sei cilindri batte il V8

Le schede tecniche sono la parte più interessante di tutta la faccenda. Charger R/T SIXPACK sviluppa 420 CV contro i 370 CV del precedente 5.7 Hemi, con una coppia che sale da 536 a 634 Nm. Tradotto in pratica, lo scatto da 0 a 100 km/h passa da 5,1 a 4,6 secondi.

Il divario diventa ancora più marcato salendo di gamma. Su Charger Scat Pack il nuovo Hurricane High Output tocca quota 550 CV, superando i 485 CV del vecchio 6.4 Hemi, mentre la coppia cresce da 644 a 720 Nm. Lo 0 a 100 km/h scende da 4,2 a 3,9 secondi. Sono cifre che consentono al costruttore americano di dire apertamente una cosa che, dieci anni fa, sarebbe suonata come una bestemmia: le nuove SIXPACK vanno più forte dei modelli Hemi che vanno in pensione.

Trazione integrale di serie e la Daytona elettrica

L’altro cambiamento strutturale riguarda la trasmissione. La nuova Charger adotta la trazione integrale di serie, una soluzione poco ortodossa per una muscle car ma pensata per sfruttare meglio la potenza in fase di accelerazione e su fondi difficili. Per chi però cerca le sensazioni vecchia scuola, Dodge ha previsto una modalità che invia il 100% della coppia alle ruote posteriori premendo semplicemente un pulsante. Un compromesso intelligente, che prova a tenere insieme la tecnologia moderna e il carattere sgangherato delle Charger di una volta. Completano il quadro Launch Control, Line Lock e una serie di modalità dedicate alla guida sportiva.

In parallelo alle SIXPACK, Dodge continua a spingere sul fronte elettrico con Charger Daytona. La versione Scat Pack arriva a 670 CV, copre lo 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e chiude il quarto di miglio in 11,5 secondi. Prestazioni che la Casa americana indica come le migliori mai raggiunte da una Charger di serie.

Il dibattito tra appassionati resterà probabilmente acceso a lungo, perché nessun sei cilindri potrà replicare il fascino sonoro di un Hemi V8. Dodge però ha scelto una direzione precisa: motori più compatti e sofisticati che, almeno secondo i dati ufficiali, fanno meglio dei propulsori che hanno scritto la storia del modello.

Fonte: TecnoAndroid

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