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GTA 6, droni alle finestre e 5 investigatori anti-leak

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Un livello di riservatezza che viene paragonato a quello di una banca di Wall Street: è così che Rockstar Games descrive il proprio approccio alla protezione dei segreti di GTA 6, stando a documenti legali emersi in questi giorni. Che l’azienda fosse attentissima a evitare fughe di notizie era chiaro da tempo, anche se poi qualcosa è comunque trapelato, ma il quadro che esce da queste carte va oltre le semplici precauzioni aziendali. Si parla di droni alle finestre, investigatori interni a tempo pieno e regole che toccano ogni aspetto della giornata lavorativa. Il passaggio più citato è quello in cui la compagnia mette sullo stesso piano il proprio lavoro e alcuni dei segreti industriali più famosi al mondo. Custodire gameplay e design unici, si legge, è paragonabile ad Apple che protegge iPhone o alla Coca-Cola che difende la propria formula. Un paragone forte, certo, ma che serve a spiegare perché chi lavora in casa Rockstar si trovi davanti ad aspettative su sicurezza e privacy nettamente più alte rispetto a quelle di quasi qualsiasi altro datore di lavoro.

Regole ferree dentro gli uffici di Rockstar

Il documento elenca una serie di misure che, messe in fila, disegnano un ambiente blindato. Tutti i visitatori devono firmare accordi di non divulgazione, i collaboratori esterni che mettono piede in sede vengono sempre accompagnati dal personale di sicurezza, il lavoro da remoto è limitato. Poi c’è il capitolo dispositivi: vietate le memorie esterne, vietato scattare fotografie, impossibile per i dipendenti collegare apparecchi personali ai sistemi interni dell’azienda.

Non finisce qui. Sono state applicate pellicole oscuranti per la privacy sulle finestre degli edifici, dopo che erano state avvistate persone intente a usare droni per fotografare attraverso i vetri. Un dettaglio che da solo racconta il livello di attenzione morbosa che ruota attorno al gioco. A completare il ritratto ci ha pensato un ex technical director, che ha parlato di un’ossessione quasi patologica per la riservatezza. Definizione pesante, ma difficile da smentire leggendo il resto.

Cinque investigatori a caccia di leak su GTA 6

Per gestire tutto questo, Rockstar ha messo in piedi una struttura dedicata: un team a tempo pieno formato da cinque investigatori e un director, con il compito di monitorare e indagare sulle potenziali fughe di informazioni. Non è un reparto simbolico, visto che l’azienda dichiara di subire attacchi continui ai propri sistemi e di vedere il proprio personale bersagliato da molestie online. I dipendenti finiscono regolarmente nel mirino di tentativi di phishing e di social engineering pensati per estrarre informazioni. Alcuni di questi tentativi sono andati a segno, e proprio da lì sono nati i famigerati leak del 2022, quando materiale di lavoro su GTA 6 finì online ben prima che chiunque in azienda lo volesse. Tra le altre falle citate, anche la diffusione dei nomi dei personaggi.

Il risultato di questa somma di episodi è una postura che la stessa compagnia definisce ipervigilante, con l’obiettivo dichiarato di blindare le informazioni nel modo più rigoroso possibile. Una scelta che, vista da fuori, può sembrare eccessiva, ma che ha una logica precisa: il titolo in arrivo è probabilmente il prodotto di intrattenimento più atteso degli ultimi anni, e ogni frammento che sfugge al controllo vale oro sul piano mediatico. La segretezza, in questo caso, non è vezzo da autori riservati ma parte integrante della strategia commerciale.

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