DJI Osmo Pocket 4P è al centro di FAMILIARITÉ, il cortometraggio realizzato insieme a Isabelle Huppert che rappresenta molto più di una dimostrazione tecnica. Il progetto, già presentato ufficialmente, diventa oggi l’occasione per raccontare il percorso creativo che ha dato vita a un’opera costruita attorno all’incontro tra cinema, letteratura e nuove possibilità offerte dalla tecnologia di ripresa. Girato interamente con la fotocamera tascabile di DJI, il film esplora il rapporto tra memoria, identità femminile ed espressione artistica, mostrando come strumenti dalle dimensioni estremamente compatte possano adattarsi anche a produzioni caratterizzate da un linguaggio cinematografico ricercato.
Cinema e poesia si incontrano in FAMILIARITÉ
Il cuore del progetto non è la tecnologia, ma la narrazione. FAMILIARITÉ costruisce infatti un dialogo ideale tra due figure femminili appartenenti a epoche e culture differenti: George Sand, scrittrice francese dell’Ottocento, e Li Qingzhao, poetessa della dinastia Song. Entrambe hanno affidato alla scrittura il racconto della propria esperienza personale, trasformando la propria voce in un’eredità capace di attraversare il tempo. Nel cortometraggio questo filo conduttore prende forma attraverso un linguaggio visivo essenziale, fatto di silenzi, sguardi e movimenti misurati.
Isabelle Huppert, protagonista e guida creativa dell’opera, interpreta questo dialogo indossando anche un abito maschile in omaggio a George Sand, che scelse di pubblicare parte della propria produzione letteraria sotto uno pseudonimo maschile. Il racconto si sviluppa tra giardini tradizionali cinesi, riflessi sull’acqua, giochi di luce e ombre naturali, costruendo un’atmosfera sospesa nella quale la poesia diventa elemento visivo prima ancora che narrativo.
Perché DJI Osmo Pocket 4P è stata scelta per il progetto
Uno degli aspetti più interessanti di FAMILIARITÉ riguarda proprio la scelta della fotocamera. Secondo quanto raccontato da Isabelle Huppert, l’estrema compattezza di DJI Osmo Pocket 4P ha permesso di lavorare con maggiore naturalezza durante le riprese, eliminando quella sensazione di ingombro che spesso accompagna le produzioni realizzate con attrezzature cinematografiche tradizionali.
La possibilità di muoversi liberamente ha consentito di affrontare scene difficilmente realizzabili con setup più voluminosi, come le sequenze girate all’interno di una piccola barca oppure le lunghe riprese in movimento tra sentieri, alberi e ambientazioni naturali. La produzione ha sfruttato entrambe le ottiche integrate della fotocamera: il grandangolo per contestualizzare i personaggi nello spazio e il teleobiettivo da 60 mm, utilizzato soprattutto nelle sequenze dedicate ai primi piani dell’attrice, valorizzando le espressioni più delicate senza alterare la prospettiva naturale del volto.
Tecnologia al servizio della narrazione
Il progetto rappresenta anche un’occasione per mostrare alcune delle caratteristiche tecniche di DJI Osmo Pocket 4P applicate a una produzione cinematografica. Tra gli elementi utilizzati durante le riprese figurano il nuovo profilo colore D-Log 2, pensato per offrire maggiore flessibilità nella color correction, e la gamma dinamica di 17 stop, utile nelle scene caratterizzate da forti contrasti tra aree illuminate e ombre profonde.
La stabilizzazione meccanica su tre assi ha invece consentito di ottenere movimenti fluidi anche durante le riprese completamente a mano libera, riducendo la necessità di ricorrere a sistemi di supporto più complessi. Nel caso di FAMILIARITÉ, queste caratteristiche non vengono utilizzate come semplice dimostrazione tecnica, ma diventano parte integrante del linguaggio del cortometraggio, contribuendo a costruire un racconto nel quale la tecnologia rimane volutamente invisibile e lascia spazio alle interpretazioni, ai gesti e alla forza delle immagini.











