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Disegno GPS più grande del mondo: 21.900 km su due moto

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Il disegno GPS più grande del mondo adesso ha un nome, una data e due firme in calce. Ventunomila novecento chilometri, 38 Stati americani attraversati e 24 giorni di viaggio senza pause vere: questo il bilancio della WR3 Ride, acronimo di Women Riders World Relay World Record, chiusa con l’attestato ufficiale del Guinness dei Primati per il tracciato satellitare più grande mai realizzato da due persone in sella a due moto. Le protagoniste sono Wendy Crockett e Liza Miller, che hanno usato la mappa degli Stati Uniti come se fosse un foglio bianco.

L’idea affonda le radici nel 2019, quando Miller inventò la staffetta globale WRWR, un giro del mondo a tappe capace di coinvolgere oltre ventimila motocicliste con un obiettivo dichiarato: mandare in pezzi lo stereotipo sulle donne in moto. Sette anni dopo è arrivato il capitolo successivo, stavolta in coppia con Crockett. Meccanica specializzata, guida turistica e prima donna a vincere l’Iron Butt Rally, la massacrante gara di resistenza da 11mila miglia in 11 giorni, Crockett si è presentata al via con oltre un milione di miglia percorse in carriera. Non si trattava di accumulare chilometri fine a se stessi, ma di scrivere sulla mappa la sigla WRWR 2026 usando la traccia del navigatore.

Nessun software può disegnare lettere alte centinaia di chilometri

Qui sta la parte meno romantica e più cervellotica dell’impresa. Tracciare un disegno GPS su scala continentale non è un compito che si delega a un’applicazione, perché semplicemente non esiste un software che lavori a quel livello. Crockett e Miller hanno fatto tutto a mano, andando per tentativi ed errori, cancellando e ricominciando.

Sulla costa ovest la conoscenza capillare delle strade da parte di Crockett ha reso il lavoro relativamente lineare. Nella parte orientale degli Stati Uniti, invece, sono cominciati i grattacapi. Perché non bastava seguire una linea per ottenere la forma corretta: ogni singola giornata doveva concludersi in un punto preciso, e in quel punto doveva esserci un hotel in grado di ospitare il gruppo. Diversi tratti perfetti sulla carta sono finiti nel cestino per il motivo più banale del mondo, cioè l’assenza di un posto dove dormire nel raggio di centinaia di chilometri.

Mille chilometri al giorno, forature e un ricovero

Reggere una media di 1.000 chilometri quotidiani per più di tre settimane di fila richiede una tenuta fisica che pochi hanno. Eppure la WR3 Ride non è mai stata una spedizione blindata. Lungo il percorso si sono aggregate decine di motocicliste, e anche diversi uomini, per condividere un pezzo di strada, con il gruppo che in certi momenti è arrivato a contare 10 moto in contemporanea. Una rider di nome Rose ha addirittura collegato il proprio interfono a quello delle organizzatrici per quasi tutto il viaggio, dando una mano a coordinare i vari plotoni sull’asfalto.

Gli imprevisti, com’era prevedibile, non sono mancati. Una valvola della gomma posteriore ha ceduto in piena autostrada, risolta da Crockett con gli attrezzi tirati fuori a bordo strada. Molto più serio l’episodio dell’ottavo giorno, quando Liza Miller si è sentita male ed è finita in ospedale per una forte disidratazione. A salvare la spedizione è stata una coincidenza fortunata: la sera prima si era unita al gruppo un’infermiera professionista, che ha mandato all’aria i propri programmi ed è rimasta ad assistere Miller fino al ritorno in sella.

La validazione dei giudici

Chiusi i 21.900 chilometri, la traccia satellitare scaricata dalle moto è passata al vaglio dei giudici del Guinness World Record, che l’hanno riconosciuta come il disegno GPS coordinato più grande mai realizzato in coppia. Oltre al certificato e al traguardo formale, il messaggio resta quello del debutto nel 2019: spostare l’asticella un po’ più in là, per dimostrare che i limiti personali finiscono esattamente dove comincia la strada.

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