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Design auto anti calore: come Volkswagen ID.7 combatte l’afa

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Il caldo dentro l’abitacolo resta uno dei problemi meno raccontati ma più concreti per chi progetta automobili, e oggi il design auto anti calore è diventato una vera disciplina a sé. Bastano poche ore parcheggiati sotto il sole per trasformare l’interno di una vettura in una piccola serra, con materiali, superfici e impianti di climatizzazione costretti a lavorare al limite. Ecco perché disegnare un’auto non significa più soltanto renderla piacevole da guardare.

Colori, vetri, rivestimenti, la forma della plancia e persino la posizione delle bocchette dell’aria sono ormai strumenti di progetto capaci di alzare il comfort ancora prima che il climatizzatore entri in azione. Un esempio recente di questa evoluzione è Volkswagen ID.7 Tourer, pensata proprio per restare vivibile anche quando fuori si soffoca.

Quando bastava un deflettore

Per decenni il fresco a bordo non dipendeva certo dalla climatizzazione, che spesso mancava del tutto, ma dall’ingegno di chi disegnava le auto. Nelle utilitarie soprattutto, dove la plancia era ridotta all’osso, il progetto cercava soluzioni pratiche per sfruttare la ventilazione naturale, quella che nasceva semplicemente dal movimento della vettura.

Sulla Citroen 2CV la ventilazione era parte integrante del disegno. La presa d’aria sotto il parabrezza influenzava perfino la forma della carrozzeria, separando visivamente cofano e cristallo anteriore. Il tetto apribile, che nelle prime serie arrivava a coprire pure il vano bagagli, permetteva un avvolgimento parziale dell’aria. Anche Renault 4 non scherzava, tra la presa d’aria sotto il parabrezza rivista più volte negli anni e la finestratura anteriore scorrevole che faceva da deflettore. La 2CV usava una presa d’aria orientabile, Renault 4 gli sportelli dedicati, mentre Fiat 500 affidava gran parte del ricambio d’aria al grande tetto in tela, quello che si lasciava semiaperto con un cordino. Piccole cose, che rendevano un viaggio estivo un po’ meno faticoso.

Il vetro che non è più solo trasparente

Oggi le prese d’aria esterne sono praticamente sparite e la carrozzeria è molto più continua, pulita. La gestione del calore passa soprattutto dai vetri, sempre più sofisticati, capaci di frenare l’energia solare senza togliere luce e visibilità. Sulla ID.7 Tourer aerodinamica e comfort seguono lo stesso filo: superfici vetrate ampie, plancia essenziale e proporzioni filanti creano un abitacolo luminoso ma efficiente.

C’è poi chi ha spinto oltre. Polestar 4 ha eliminato il lunotto tradizionale, ridisegnando tutta la parte posteriore. Più libertà per chi progetta, superfici più continue e una gestione diversa della luce interna. Tetti panoramici e grandi vetrate, insomma, possono convivere con una buona protezione dal sole grazie a materiali e tecnologie ormai maturi.

Anche le bocchette hanno cambiato natura. Non sono più elementi appiccicati alla plancia, ma sottili incisioni orizzontali o verticali integrate nelle superfici. Sulla Volvo EX30, abitacolo compatto, la plancia ridotta lascia spazio a luce e circolazione dell’aria. Su Tesla Model 3 le bocchette sono quasi invisibili e il flusso viene distribuito senza interrompere la continuità del cruscotto. Volvo, con la famiglia EX, integra la ventilazione nell’architettura degli interni, mentre Tesla ha concentrato molte funzioni nell’interfaccia digitale.

Più ombra e meno gradi

Per anni il fresco estivo è stato affidato quasi solo alla potenza del condizionatore. Adesso il progetto prova a ridurre il calore prima ancora che arrivi dentro, lavorando su materiali, colori, vetri, rivestimenti e organizzazione dello spazio. Il design entra così a far parte del benessere, non solo dell’estetica. BYD Seal mostra come una berlina moderna possa unire aerodinamica e comfort, con una linea filante che taglia la resistenza all’aria e vetri e superfici continue che rendono l’abitacolo più piacevole d’estate. Con Zeekr 7 GT l’aerodinamica torna protagonista: una linea bassa non aiuta soltanto consumi e autonomia, ma consente un interno luminoso e confortevole anche nelle giornate roventi. È una trasformazione silenziosa ma parecchio significativa. Se una volta bastava aprire un deflettore o arrotolare il tetto di tela per cercare un filo d’aria, oggi il comfort nasce da tante scelte progettuali spesso invisibili, dove forma e funzione tornano finalmente a coincidere. Anche il caldo, in fondo, si può combattere col design.

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