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Sulle strade spagnole stanno comparendo i denti di drago, una serie di triangoli dipinti ai margini della corsia che puntano a far rallentare le auto senza ricorrere a dossi o autovelox. L’idea è semplice e sfrutta un’illusione ottica capace di spingere chi guida a moderare la velocità nei tratti più delicati, quelli dove un piede troppo pesante sull’acceleratore può fare davvero la differenza.
Il punto di partenza è noto a chiunque passi qualche ora al volante. Le persone faticano a rispettare le regole per via di precisi processi psicologici e la strada ne è la prova più evidente. Le norme del Codice della Strada restano fondamentali per mantenere l’ordine eppure le sanzioni continuano a crescere anno dopo anno. Nel 2025 i comuni italiani hanno incassato la cifra record di oltre 1,77 miliardi di euro dalle multe stradali. Il motivo sta tutto nel mancato rispetto delle regole più basilari, e di conseguenza si moltiplicano gli autovelox e le proposte per contrastare l’alta velocità e gli incidenti.
I dossi artificiali sulla carreggiata, i triangoli sull’asfalto e i cartelli che avvisano della misurazione della velocità non sembrano bastare. Per questo in Spagna è partita la sperimentazione di una soluzione battezzata “dientes de dragón”, letteralmente denti di drago appunto. Si tratta di marcature triangolari tracciate lungo i bordi della corsia con l’obiettivo di catturare l’attenzione dei conducenti proprio dove serve andare più piano.
Come funzionano i denti di drago sulle strade spagnole
Le strisce hanno una lunghezza di circa 30 metri e vengono collocate in prossimità dei passaggi pedonali, nei tratti ad alta incidentalità o comunque nei punti critici della viabilità. Sul piano psicologico funzionerebbero come un deterrente immediato per gli automobilisti. Non a caso sono state applicate su arterie principali e affiancate da segnalazioni a zigzag vicino alle strisce pedonali, così da rendere il messaggio ancora più chiaro a chi si avvicina.
I primi riscontri parlano di una riduzione importante della velocità nei tratti coinvolti dalla sperimentazione. Un risultato che ha acceso l’interesse degli altri Paesi europei, ora molto attenti a questa novità arrivata dalla penisola iberica. E c’è anche un vantaggio per chi guida, che in prospettiva potrebbe trovarsi davanti meno autovelox lungo il percorso.
L’effetto psicologico che restringe la corsia
La forza dei denti di drago sta nel fatto che non rappresentano né un divieto né una minaccia. Secondo le analisi condotte dagli esperti questo tipo di marcatore crea un’illusione ottica che fa percepire la corsia più stretta di quanto sia in realtà. Il conducente si sente quasi obbligato a rallentare e a prestare la massima attenzione, anche se davanti a sé non c’è alcun ostacolo fisico. È solo un effetto visivo, eppure funziona.
La differenza rispetto ai dossi è sostanziale. Questi ultimi possono provocare anche danni tecnici ai veicoli, mentre i triangoli dipinti non costituiscono un impedimento reale. La modifica visiva del tratto avviene disponendo i triangoli su entrambi i lati della carreggiata per circa 30 metri. Ogni elemento misura circa 0,75 metri e resta separato dal successivo da una distanza di circa 1,5 metri, una combinazione pensata per restituire l’impressione di un passaggio che si stringe progressivamente.
La reazione istintiva di chi guida è quella di alzare il piede dal gas. Nonostante i risultati positivi ottenuti con la soluzione spagnola, però, in Italia non esiste ancora un progetto per adottare nell’immediato i denti di drago sulle nostre strade.
Fonte: TecnoAndroid








