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Dead Internet, i bot superano gli umani: il 57% del traffico web

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La teoria del Dead Internet smette di essere un chiacchiericcio da forum e comincia a poggiare su numeri concreti. Per anni se ne è parlato come di una fantasia da appassionati di complotti, l’idea che gran parte di ciò che circola online non sia più prodotto da persone in carne e ossa ma da software che macinano richieste e contenuti. Adesso arrivano le prime misurazioni che danno un peso reale a quel sospetto, e il quadro che emerge fa riflettere.

Cosa dicono i numeri sul traffico web

Il punto di svolta arriva da Cloudflare, che gestisce una fetta enorme del traffico mondiale e quindi ha una posizione privilegiata per osservare cosa succede davvero sotto la superficie. Nel mese di giugno l’azienda ha registrato che il 57 per cento delle richieste alle pagine web proviene da bot. Tradotto in parole semplici, per la prima volta secondo le metriche di Cloudflare i software hanno superato gli esseri umani.

Non si tratta di una differenza marginale. Superare la soglia della metà significa che, quando una pagina viene caricata da qualche parte nel mondo, è più probabile che dietro ci sia un programma automatico piuttosto che una persona intenta a leggere o a cercare qualcosa. Un ribaltamento che fino a poco tempo fa sembrava roba da scenari futuristici e che invece è già cronaca.

Perché il dato fa discutere

Il numero compare in una raccolta di analisi che ha messo insieme più fonti per capire quanto sia cambiata la composizione del traffico online. L’obiettivo era proprio questo, capire se la percezione diffusa avesse un fondamento oppure fosse soltanto una suggestione alimentata dall’esplosione degli strumenti automatici degli ultimi anni.

La risposta, almeno per quanto riguarda i dati di Cloudflare, va nella direzione di chi da tempo sostiene che la rete stia cambiando pelle. I bot non sono tutti uguali, certo, e sotto quella etichetta rientrano cose molto diverse tra loro, dai motori di ricerca ai sistemi che raccolgono informazioni per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. Ma il senso generale resta, la quota di attività non umana sul web è cresciuta al punto da diventare maggioranza.

Quello che una volta era materiale da discussione notturna su qualche forum oscuro ora ha un aggancio con la realtà misurabile. Il traffico web composto in prevalenza da macchine non è più un’ipotesi buttata lì tanto per parlare, è una fotografia scattata da chi quel traffico lo vede passare ogni giorno.

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