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DDR5, i compromessi nascosti che nessuno racconta prima

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Chi si avvicina oggi a un nuovo assemblaggio se lo sente ripetere ovunque: le DDR5 sono ormai lo standard, punto. Solo che dietro le velocità di trasferimento da capogiro si nascondono alcune stranezze che chi arriva dalle DDR4 rischia di scoprire soltanto a montaggio finito. Non si tratta di difetti clamorosi, piuttosto di compromessi poco pubblicizzati, e in certi casi il sovrapprezzo pagato non trova un riscontro proporzionale nell’uso quotidiano.

Il confronto tra DDR4 e DDR5 in sé è quasi archeologia, visto che le seconde hanno vinto da tempo sul campo delle nuove configurazioni. Il punto è un altro: la memoria DDR5 porta con sé qualche grattacapo che nessuno mette in evidenza nelle schede prodotto.

Le frequenze da record non si attivano da sole

Il primo scoglio riguarda la stabilità. Proprio a causa delle frequenze e della banda molto più elevate, le DDR5 diventano difficili da gestire nel momento in cui si riempiono più di due slot sulla scheda madre. Il segnale è semplicemente troppo delicato e richiede una regolazione della tensione più raffinata rispetto a quella che bastava alle DDR4. Chi prova a far convivere quattro DIMM scopre che la maggior parte dei kit non si avvicina nemmeno alle frequenze dichiarate, con o senza XMP/EXPO attivato.

C’è poi il carico che ricade sull’IMC, il controller di memoria integrato nel processore. Già con due moduli il lavoro è impegnativo, con quattro la faccenda si complica parecchio. Per ottenere un sistema che non crolli al primo avvio serve scendere di frequenza, allentare i timing e alzare i voltaggi. Una doccia fredda per chi ha comprato un kit da 64 o 128 GB immaginando di farlo girare alla velocità stampata sulla confezione. Sul fronte dei kit più spinti, un esempio è il G.Skill Trident Z5 RGB da 32 GB a 7200 MT/s, pensato per le piattaforme Intel più recenti e capace di offrire prestazioni eccellenti già di fabbrica, a patto che scheda madre e processore accettino quel profilo XMP. Si trova intorno ai 135 euro su Amazon e ai 137 euro su Newegg.

Accensioni più lente, e non c’è molto da fare

Un altro aspetto che salta all’occhio è il tempo di avvio. Rispetto a un sistema DDR4, un PC con DDR5 impiega inevitabilmente più tempo a caricare Windows. Chi ne usa uno lo avrà già notato. La colpa è del memory training, la procedura con cui il sistema verifica a ogni accensione che le impostazioni di tensione siano corrette. Prima di arrivare al desktop, insomma, c’è più lavoro da smaltire. Anche il modello di scheda madre incide, perché l’implementazione del Fast Boot e le differenze tra UEFI cambiano sensibilmente il risultato finale. Sembra un dettaglio trascurabile, ma non lo è per chi evita la modalità Sospensione o ha l’abitudine di spegnere completamente il computer ogni sera. Alcune schede madri DDR5 arrivano a impiegare quasi un minuto dalla pressione del tasto di accensione fino al desktop. Lo standard è più avanzato, eppure su questo terreno resta indietro rispetto alle DDR4.

Nei giochi i guadagni reali sono più contenuti del previsto

Sul piano delle prestazioni nel gaming non ci sono dubbi tecnici: le DDR5 sono più veloci. La questione è quanto quella velocità si traduca in qualcosa di percepibile. Con una GPU di fascia media e una CPU economica a 1080p, il passaggio da un kit DDR4 a 3.200 MT/s a uno DDR5 a 6.400 MT/s può portare un incremento di FPS attorno al 15/20%.

Sulla carta suona notevole. Tradotto in numeri concreti, però, spesso significa passare da 150 a 170 FPS, una differenza che l’occhio fatica a cogliere. E salendo di risoluzione, verso 1440p e 4K, il peso della velocità della RAM sulle prestazioni continua a calare. Questo non è un invito ad assemblare un PC DDR4 oggi, ma chi è ancora su quella piattaforma non ha motivo di correre all’aggiornamento solo per inseguire frequenze più alte. La stabilità del segnale resta una sfida che costringe molti utenti a far girare i propri kit sotto le specifiche dichiarate, i tempi di avvio più lunghi sono una caratteristica con cui convivere, e i vantaggi nei giochi possono risultare tiepidi quando il framerate è già alto di suo.

Fonte: TecnoAndroid

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