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DDL Difesa, nasce il dominio cyber militare con il Comando Cyber Intel

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Con l’approvazione del DDL Difesa da parte del Consiglio dei ministri, l’Italia mette nero su bianco una svolta che riguarda direttamente la sicurezza informatica nazionale e, di riflesso, il tessuto delle imprese che lavorano attorno a questo settore. Il provvedimento, noto come DDL Crosetto dal nome del ministro che lo ha promosso, punta a rafforzare la capacità di difesa del Paese e introduce per la prima volta un vero e proprio spazio cibernetico militare come dominio operativo autonomo.

Non è un dettaglio da poco. Fino a oggi il cyber veniva trattato spesso come un’appendice di altre attività, qualcosa che stava un po’ ovunque e un po’ da nessuna parte dentro l’architettura della sicurezza dello Stato. Adesso invece prende una forma precisa, con responsabilità chiare e una catena di comando definita. Il cuore della riforma è il nuovo Comando Cyber Intel, la struttura che dovrà coordinare le operazioni difensive nel dominio digitale e mettere ordine in un ambito che finora appariva frammentato.

Cosa cambia davvero per aziende e consulenti

Uno degli aspetti centrali riguarda l’attribuzione dell’autorità cyber al Capo di Stato Maggiore della Difesa. In pratica viene individuata una figura apicale che avrà la responsabilità di indirizzare le attività militari nel settore, evitando sovrapposizioni e vuoti di competenza. Accanto a questo si prevede la formazione di specialisti militari dedicati, professionisti pensati per operare nel campo della sicurezza informatica con competenze specifiche e non improvvisate.

Va detto subito che il perimetro civile resta fuori da questa riorganizzazione. L’ACN, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e il DIS, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, mantengono i loro ruoli e le loro funzioni senza modifiche. Il che significa che la novità agisce sul versante militare, senza toccare l’impianto già esistente che regola la protezione delle infrastrutture civili e il coordinamento dell’intelligence.

Per le aziende e per i consulenti che si muovono in questo mercato le implicazioni ci sono e non sono trascurabili. La creazione di un dominio militare dedicato apre scenari nuovi in termini di collaborazioni, forniture tecnologiche e progetti che gravitano attorno alla difesa nazionale. Chi lavora nel comparto della cybersecurity dovrà tenere conto di un interlocutore istituzionale con contorni più definiti rispetto al passato, con procedure e requisiti che verosimilmente si andranno a specificare nei prossimi mesi.

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