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Capita a molti di notare che i dati mobili vanno più lenti di notte, anche restando fermi nello stesso punto dove di giorno la connessione vola, e la spiegazione più probabile ha a che fare con il risparmio energetico messo in atto dagli operatori. Non si tratta di un guasto del telefono né di una SIM difettosa: semplicemente, quando la domanda di traffico crolla, parte dell’infrastruttura viene messa a riposo.
Il ragionamento dietro questa scelta è meno misterioso di quanto sembri. Il settore delle telecomunicazioni, secondo quanto indicato da Orange sul proprio blog dedicato al business, pesa per il 2-3% del consumo energetico totale dell’umanità. Una fetta importante, che negli ultimi anni si è provato a limitare con lo spegnimento del 3G, il passaggio al 5G e la sostituzione del rame con la fibra ottica. Ma la voce più pesante resta un’altra: le antenne.
Dati mobili lenti: gli operatori abbassano la potenza delle antenne di notte
Buona parte dell’energia consumata da una rete mobile se ne va proprio nelle stazioni radio base. Da qui l’idea, indicata sempre da Orange, di spegnere l’amplificatore di potenza di una stazione: un’operazione che può ridurre i consumi di oltre il 7%. La domanda sorge spontanea, visto che la richiesta di connettività cresce anno dopo anno. La risposta è nelle fasce orarie. Di notte, quando quasi nessuno guarda video in streaming o scarica file, quel margine esiste ed è ampio.
Vodafone lo ha messo nero su bianco all’interno della propria strategia per ridurre l’impronta di carbonio, spiegando di star lavorando su modi per tagliare l’energia usata dalle reti mobili nei momenti di bassa domanda senza intaccare il servizio. Il metodo passa da un software avanzato che ottimizza la potenza della radio, con lo spegnimento automatico di una certa capacità durante la notte e in alcuni momenti della giornata.
Stessa filosofia in casa Movistar. Telefónica racconta di affidarsi a intelligenza artificiale e machine learning per prevedere il traffico e spegnere le celle quando la domanda cala, ottimizzando così i consumi sulle reti 4G e 5G. Le chiamano Power Savings Features, funzionalità software attivate sulla rete mobile che consentono lo spegnimento di componenti elettronici, portanti, settori e celle, con l’obiettivo di limitare il dispendio energetico nelle situazioni di traffico ridotto.
Quando il risparmio si sente davvero sulla velocità
Anche Ericsson punta da tempo sullo spegnimento di uno o più componenti per contenere la spesa energetica nelle ore con poco traffico dati. Il risultato è che, nelle notti tranquille, gli operatori ne approfittano per disattivare alcune bande. E siccome a quell’ora gli utenti collegati sono pochi, di norma non si registra alcun peggioramento percepibile del servizio: la rete rimasta attiva basta e avanza per tutti.
Il problema nasce quando i modelli di utilizzo cambiano all’improvviso. In estate, per esempio, le abitudini si spostano, si resta svegli più a lungo, ci si sposta in zone diverse dal solito. Se in quelle ore si verifica un picco di richieste mentre parte della capacità di rete è stata messa in pausa, il risultato è una connessione che arranca. Ecco allora la navigazione più lenta del previsto, il caricamento delle pagine che si fa attendere, la copertura che sembra improvvisamente più debole di quanto dovrebbe essere.








