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Data center in Texas sotto esame: energia richiesta fuori scala

I data center in Texas sono finiti sotto la lente del governatore, che ha deciso di ordinare una verifica approfondita su ogni nuovo progetto proposto nello Stato. Il motivo è semplice quanto preoccupante: le richieste di energia per alimentare queste strutture hanno raggiunto numeri talmente alti da spingere le autorità a fermarsi un attimo e capire cosa sta davvero succedendo alla rete elettrica.

Il governatore Greg Abbott ha stabilito che le commissioni per i servizi pubblici del Texas dovranno passare al setaccio qualsiasi nuova proposta. In pratica, la Public Utility Commission of Texas e l’Electric Reliability Council of Texas dovranno raccogliere una serie di informazioni dettagliate su chi sono i proprietari di questi impianti, come sono messi dal punto di vista finanziario, quanta energia prevedono di consumare, quanta acqua useranno e in che modo intendono ridurre l’impatto negativo sui residenti. Non è poco, e la mole di dati richiesti dà l’idea di quanto la faccenda sia diventata seria.

Data center: oltre 500 impianti e richieste di energia fuori scala

Secondo statistiche di terze parti, il Texas ospita già 521 data center. Un numero che lo colloca al secondo posto negli Stati Uniti, subito dietro la Virginia. Il problema è che a questa domanda energetica già consistente si aggiungono nuove richieste che fanno girare la testa: ERCOT sta valutando in questo momento oltre 474 gigawatt di richieste per collegarsi alle reti elettriche dello Stato. E qui arriva il dato che spiega tutto: più del 90 per cento di queste richieste proviene proprio dai data center.

L’ufficio del governatore non ha usato giri di parole, parlando apertamente del rischio che una crescita del carico senza precedenti possa mettere in pericolo l’affidabilità e la stabilità dell’intera rete elettrica texana. Detta così suona come un campanello d’allarme che nessuno può ignorare, soprattutto in uno Stato che ha fatto della propria capacità energetica un punto d’orgoglio.

Del resto non è la prima volta che qualcuno prova a mettere dei paletti. Misure pensate per limitare o addirittura vietare del tutto la costruzione di questi impianti sono già spuntate a livello federale, statale e persino comunale. Le preoccupazioni ruotano quasi sempre intorno agli stessi punti: il consumo di risorse e la pressione sulle infrastrutture esistenti. E il risultato è che i data center si sono guadagnati una discreta antipatia tra buona parte dei cittadini americani, che li vedono più come un peso che come un’opportunità.

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