I numeri che arrivano dagli Stati Uniti raccontano una storia che ha a che fare con i data center e con una crescita dei consumi elettrici che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata fuori scala. Il motore di tutto è l’intelligenza artificiale, e le previsioni sul fabbisogno energetico necessario a tenere in piedi queste infrastrutture parlano di picchi davvero impressionanti nel giro di pochissimo tempo.
Basta fermarsi un attimo a pensare a cosa c’è dietro ogni chatbot, ogni modello linguistico, ogni generatore di immagini che ormai usiamo con leggerezza. Niente di tutto questo esisterebbe senza i grandi complessi informatici che macinano calcoli giorno e notte. Ed è per questo che, secondo gli addetti ai lavori, i data center rappresentano una delle sfide energetiche più delicate del prossimo decennio. Non è un tema da tecnici, riguarda tutti, perché tocca la produzione di elettricità di un intero Paese.
Un quinto dell’elettricità americana entro il 2035
L’analisi firmata da BloombergNEF mette nero su bianco una prospettiva che fa riflettere. Entro il 2035 questi enormi impianti potrebbero arrivare a consumare un quinto di tutta l’elettricità prodotta negli Stati Uniti. Tradotto in termini pratici, significa quadruplicare l’attuale fabbisogno energetico. E il colpevole, se così vogliamo chiamarlo, è quasi interamente uno solo: la corsa all’intelligenza artificiale.
Un quinto della produzione elettrica di una nazione intera destinato a far girare server e schede grafiche. Il dato colpisce proprio perché mostra quanto velocemente stia cambiando il quadro. Fino a poco tempo fa i consumi legati al digitale erano una voce importante ma tutto sommato gestibile. Ora la traiettoria punta verso l’alto in modo netto, spinta da una tecnologia che si diffonde in ogni settore e che richiede una potenza di calcolo sempre maggiore.
Il fatto che si parli di quadruplicare i consumi in poco più di dieci anni dà la misura di quanto sia rapida questa trasformazione. Ogni nuova applicazione basata sull’AI, ogni servizio che promette risposte istantanee e contenuti generati al volo, si appoggia su infrastrutture che divorano energia. E più cresce la domanda, più aumenta la pressione sulle reti elettriche che dovranno reggere questo peso.
La previsione di BloombergNEF non lascia molto spazio all’interpretazione. Il ritmo con cui l’intelligenza artificiale viene adottata a livello globale sta ridisegnando le priorità energetiche degli Stati Uniti, e il traguardo del 2035 è ormai vicino abbastanza da rendere concreta una questione che riguarda l’intera produzione elettrica del Paese.


