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Cyclosporiasi USA: epidemia oltre 18.000 casi, fonte ignota

Negli Stati Uniti è in corso un’epidemia di cyclosporiasi che sta mettendo a dura prova le autorità sanitarie, ancora impegnate a rintracciare la fonte esatta del contagio mentre il numero dei casi aumenta di giorno in giorno. Si tratta di un’infezione intestinale che colpisce l’apparato digerente e che, al momento, sembra sfuggire a qualsiasi tentativo di contenimento. Il quadro resta complicato, perché individuare da dove parta esattamente la contaminazione non è affatto semplice.

La malattia è provocata da un parassita microscopico chiamato Cyclospora cayetanensis, un organismo talmente piccolo da risultare invisibile a occhio nudo. Chi la contrae si ritrova a fare i conti con sintomi tutt’altro che leggeri. Il più frequente è una diarrea acquosa, spesso improvvisa e piuttosto violenta, che può manifestarsi senza troppi preavvisi e mettere ko chi ne viene colpito. Non stiamo parlando di un semplice fastidio passeggero, insomma, ma di un’infezione capace di creare non pochi problemi a chi la sviluppa.

I numeri diffusi dalle autorità sanitarie

A tenere il conto è il Centers for Disease Control and Prevention, l’ente statunitense che monitora la diffusione delle malattie sul territorio. Secondo i dati raccolti, dal primo maggio a oggi i casi confermati di cyclosporiasi sono stati 6.700. Un numero già di per sé consistente, che però racconta soltanto una parte della storia. Alla cifra ufficiale, infatti, se ne aggiunge un’altra ben più preoccupante. Ci sono altri 11.500 casi segnalati che al momento non hanno ancora ricevuto una conferma in laboratorio. Vuol dire che la portata reale dell’epidemia potrebbe essere molto più ampia di quanto i numeri ufficiali lascino intendere. Sommando le due voci, il totale delle persone potenzialmente coinvolte supera abbondantemente le diciottomila unità, un dato che spiega bene perché il tema stia ricevendo tanta attenzione.

Il problema principale, in tutto questo, resta la difficoltà di risalire con precisione all’origine del contagio. Finché la fonte non verrà identificata con certezza, fermare la diffusione del parassita diventa un’impresa complicata. Le autorità continuano a lavorarci, ma il bilancio dei contagi, per ora, non accenna a rallentare.

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