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Copyparty e Termux: un vecchio Android diventa un NAS casalingo

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Trasformare un vecchio smartphone Android in un piccolo NAS casalingo è una di quelle idee che sembrano complicate e invece richiedono giusto qualche minuto e due software gratuiti. Il telefono abbandonato nel cassetto, quello con lo schermo graffiato e la batteria stanca, può diventare un file server domestico raggiungibile da PC, tablet e altri dispositivi collegati alla stessa rete. Servono soltanto Termux e Copyparty, entrambi scaricabili senza spendere nulla.

Chiariamo subito un punto, perché altrimenti le aspettative rischiano di prendere una brutta piega. Non si parla di un sostituto di un NAS professionale con RAID e dischi sostituibili. Per spostare documenti, tenere copie temporanee, condividere fotografie o mettere in piedi un archivio multimediale locale, però, il risultato è sorprendentemente valido. Copyparty è un software open source pensato proprio per far diventare server di condivisione anche dispositivi con poca potenza, mentre Termux fornisce sullo smartphone un ambiente molto simile a un terminale Linux.

Un file server che parla HTTP, WebDAV, FTP e SMB

Il vero punto di forza sta nel numero di protocolli gestiti senza dover costruire infrastrutture assurde. Copyparty supporta HTTP, HTTPS, WebDAV, FTP, SFTP, TFTP e SMB/CIFS, il che significa poter raggiungere lo stesso archivio da sistemi operativi diversi. Da un computer Windows il telefono compare come unità di rete usando un protocollo compatibile, da un altro smartphone basta un file manager, e per le operazioni più banali è sufficiente aprire l’indirizzo del server nel browser.

L’interfaccia web non si limita a caricare e scaricare roba. C’è un file manager completo con copia, taglia e rinomina, visualizzazioni con miniature e strumenti dedicati ai contenuti multimediali. Dentro ci sono anche un lettore audio e video, funzioni di transcodifica, un editor Markdown e perfino un lettore di fumetti. Parecchia dotazione, considerando che il software è progettato per girare su hardware con risorse limitate.

Installazione con Termux e la questione degli upload

La configurazione passa da Termux, installabile tramite F-Droid oppure dal repository ufficiale del progetto. Dopo aver concesso i permessi di accesso alla memoria dello smartphone, Copyparty si installa e si avvia direttamente dal terminale. A quel punto il server comunica l’indirizzo a cui gli altri dispositivi della rete locale possono collegarsi. Esiste anche l’opzione –qr, che genera un codice QR: si inquadra da un altro telefono e il collegamento è fatto, senza digitare niente a mano.

Merita attenzione up2k, il sistema con cui Copyparty gestisce i caricamenti. Invece di trattare un file come un unico flusso di dati, lo divide in blocchi verificati tramite hash. Il server capisce quali parti sono già arrivate e trasferisce soltanto quelle mancanti. Se il Wi-Fi cade o il browser viene chiuso per sbaglio durante l’upload di un file pesante, il trasferimento riprende dal punto in cui si era fermato, anche dopo un riavvio. Ci sono poi funzioni di deduplicazione: file identici vengono riconosciuti dall’hash, evitando in certe configurazioni di occupare più volte lo stesso spazio. Utile quando il telefono riciclato ha soltanto 32, 64 o 128 GB di memoria, tagli ancora comuni sui dispositivi Android di qualche anno fa.

Dove finiscono i limiti dell’hardware

Un telefono trasformato in file server non equivale a un NAS dedicato, e i motivi sono concreti. Manca la ridondanza di una configurazione RAID: se la memoria interna si guasta e non esiste un’altra copia, i dati spariscono. Lo storage è saldato sulla scheda madre, quindi niente dischi sostituibili. Anche il Wi-Fi può diventare un collo di bottiglia, perché non nasce per reggere trasferimenti continui ad alta velocità verso più client, mentre un NAS moderno usa Ethernet Gigabit o multi gigabit. E poi c’è l’alimentazione, visto che tenere un vecchio telefono sempre attaccato al caricatore non è come usare un apparecchio progettato per stare acceso 24 ore su 24, soprattutto con batterie datate.

Meglio quindi considerarlo un server occasionale o un archivio secondario, non la destinazione unica per documenti importanti. Il software, tra l’altro, può essere spostato in seguito su un Raspberry Pi, un vecchio notebook o un mini PC a basso consumo, mantenendo Copyparty come sistema di condivisione e allungando la vita a hardware che altrimenti resterebbe fermo.

Fonte: TecnoAndroid

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