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CoolFly Urban, lo skateboard volante elettrico con otto rotori

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Dalla Cina arriva uno skateboard volante elettrico che di skateboard ha soprattutto la posizione del pilota, in piedi su una tavola, senza cabina, senza ali, senza cloche o pedaliere da aeroplano. L’idea richiama immediatamente l’hoverboard di Ritorno al Futuro Parte II, anche se qui le dimensioni sono decisamente diverse e la fisica è quella, molto concreta, di otto eliche che spingono verso il basso. Il mezzo si chiama Urban ed è firmato dall’azienda cinese CoolFly.

La cosa curiosa è che un’idea del genere non nasce oggi. Progetti di piattaforme volanti su cui salire in piedi circolano da quasi settant’anni, con risultati alterni e soprattutto con un problema mai davvero risolto, ovvero il controllo. Tenere in equilibrio una persona sospesa su una piattaforma che spinge aria verso il basso, senza superfici aerodinamiche che aiutino a stabilizzare, è un esercizio complicato. Quello che cambia adesso è il contesto tecnologico, perché elettronica e motori elettrici hanno raggiunto un livello che permette di gestire correzioni continue e istantanee, cosa che ai tempi dei primi tentativi era semplicemente fuori portata.

Come funziona la piattaforma volante Urban

CoolFly Urban, lo skateboard volante elettrico con otto rotori

Urban è un mezzo completamente elettrico e monta otto rotori disposti su quattro assi. Questa configurazione consente decollo e atterraggio verticali, quindi niente pista, niente rincorsa, niente spazio di manovra da aeroporto. Basta un’area libera e la piattaforma si stacca da terra. La distribuzione delle eliche su più assi serve anche a garantire una spinta ripartita in modo uniforme sotto il pilota, che resta al centro del sistema, letteralmente.

Il punto interessante però non sono i rotori in sé, quanto il modo in cui vengono gestiti. Il cuore del progetto è il sistema di controllo NA80, l’elettronica che si occupa di evitare che chi sta sopra perda l’equilibrio al primo spostamento di peso. Il software monitora il centro di gravità complessivo, quello formato dall’insieme di veicolo e persona, e interviene sulla spinta dei singoli rotori per compensare in tempo reale. In pratica il computer fa la parte più difficile del lavoro, correggendo le oscillazioni prima ancora che diventino un problema per chi pilota.

Perché il controllo automatico cambia tutto

È qui che si gioca la differenza rispetto ai tentativi del passato. Su una piattaforma volante tradizionale il pilota doveva compensare manualmente ogni movimento, con un margine di errore ridotto al minimo e una curva di apprendimento ripida. Con un sistema che legge continuamente la posizione del baricentro e ridistribuisce la potenza tra le otto eliche, invece, buona parte dello sforzo viene delegata all’elettronica di bordo. Il risultato, almeno sulla carta, è un mezzo molto più gestibile anche per chi non ha esperienza di volo.

Il concetto di decollo verticale applicato a un veicolo così piccolo apre scenari diversi rispetto ai droni con abitacolo o ai velivoli elettrici a più posti di cui si sente parlare da tempo. Qui non c’è nulla attorno al pilota, che resta esposto e in piedi, con il corpo che diventa parte integrante dell’equilibrio del sistema. Una soluzione che semplifica moltissimo la struttura, riduce peso e ingombri, ma sposta tutta la complessità sul software.

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