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NO LAW, il nuovo FPS RPG open world di Neon Giant

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Durante l’Opening Night Live è arrivato anche il momento di NO LAW, il nuovo gioco di Neon Giant presentato sul palco dal CEO Claës af Burén, e la formula messa sul tavolo è chiara già dalle prime immagini: un FPS RPG open world a impostazione immersiva, ambientato in una città dove le regole semplicemente non esistono. Lo studio svedese non è un nome nuovo, avendo firmato quell’ottimo The Ascent che aveva convinto parecchia gente, e questa volta la scommessa sembra ancora più ambiziosa.

La città si chiama Port Desire e il gioco è costruito attorno a sistemi che reagiscono alle scelte e alle azioni di chi tiene il pad in mano, generando opportunità, minacce e situazioni diverse partita dopo partita. Neon Giant ha spiegato di appoggiarsi alle tecnologie Unreal più recenti proprio per spingere al massimo la libertà d’azione, con un’idea di fondo piuttosto netta: non esiste un modo sbagliato di affrontare l’avventura.

Grey Harker e i guai che tornano a bussare

Il protagonista di NO LAW è Grey Harker, veterano dell’esercito che dopo ferite quasi fatali rimediate nella sua ultima missione ha chiuso con la vita militare per dedicarsi a qualcosa di più tranquillo, tra le sue piante. Un ritiro che dura poco, come da manuale. I guai sanno dove trovarlo e un giorno gli bussano direttamente alla porta, ed è lì che comincia la resa dei conti, con l’istinto costruito nelle operazioni speciali e l’arsenale che si è messo insieme nel tempo.

L’addestramento diventa il vantaggio, l’equipaggiamento la sentenza, e quanto costerà riprendersi ciò che gli appartiene passa in secondo piano. La narrazione ruota attorno a personaggi memorabili in una città cyber-noir affacciata sul mare, dove le conseguenze delle decisioni pesano davvero anche in assenza di leggi. Durante il viaggio si incontrano alleati e avversari altrettanto caratterizzati, e ogni scelta lascia un segno concreto: aiutare un amico in difficoltà oppure togliere di mezzo l’ennesimo teppista di vicolo porta a risultati diversi. Lo studio parla esplicitamente di rigiocate multiple, pensate per andare a scovare percorsi alternativi ed esiti differenti.

Port Desire, terreno di gioco verticale

Port Desire è incastonata contro una scogliera che domina il mare, città industriale con un’anima definita cybergrunge, piena di vegetazione e di carattere. Uno snodo di import ed export dove finisce gente di ogni tipo, tutti a caccia dei propri sogni più sfrenati. Qui nulla è vietato e l’intero centro urbano diventa un enorme parco giochi, adatto sia allo stealth tattico sia all’azione in prima persona più diretta e rumorosa. L’esplorazione punta molto sulla verticalità, dai tetti che sfiorano lo smog fino ai vicoli che stringono addosso, ma conviene guardare bene dove si mettono i piedi. Dove la legge non arriva, in parecchi se la fanno da soli, e questo vale sia per gli abitanti sia per chi prova a farsi valere a suon di proiettili.

Libertà di approccio come colonna portante

Sul versante del gameplay Neon Giant torna a insistere sullo stesso concetto: si può sfruttare il passato tattico di Grey restando nell’ombra, oppure lasciarlo andare e tuffarsi nella mischia senza tanti giri di parole. In entrambi i casi vale la pena mettere le mani sulla varietà di potenziamenti militari disponibili, tra dispositivi sci-fi utili ad aggirare i nemici, opzioni di movimento verticale e strumenti pensati per il caos frontale.

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