In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Gli hacker hanno trasformato Claude in uno strumento da lavoro, e non in senso figurato: secondo quanto riferito da Anthropic, tra dicembre 2025 e agosto 2026 diversi gruppi criminali e di spionaggio hanno provato a piegare il modello di intelligenza artificiale a scopi offensivi, arrivando in un caso a passare al setaccio 1,8 milioni di app Android alla ricerca di credenziali lasciate in chiaro nel codice. Un’operazione di massa, industriale nei metodi, che ha fornito la materia prima per buona parte delle intrusioni poi confermate.
L’azienda che sviluppa Claude ha catalogato usi impropri di vario tipo lungo quegli otto mesi: operazioni cyber e di influenza, sorveglianza, truffe, perfino tentativi legati allo sviluppo di armi biologiche e convenzionali, oltre alla distillazione del modello. Tra le attività interrotte, una fetta consistente riconduce al collettivo ShinyHunters, già noto per furti di dati su larga scala che di solito partono da social engineering e compromissione di account.
La pipeline che ha spolpato 1,8 milioni di APK
Un presunto membro francofono del gruppo, attivo con il nickname ‘frkoo’, ha distribuito una catena di raccolta credenziali su dieci worker AWS EC2. Il meccanismo scaricava app da più store, le decompilava e le analizzava con TruffleHog a caccia di secret hardcoded, cioè chiavi e token dimenticati dentro il codice dagli sviluppatori. I risultati verificati finivano in tempo reale dentro un gruppo Telegram, ordinato in oltre 100 tipologie di sorgente.
Lo stesso attore aveva messo in piedi un secondo processo automatico per raccogliere gli indirizzi email delle organizzazioni su GitHub e ottenere così i Personal Access Token. Due filoni paralleli che insieme hanno prodotto le credenziali di accesso iniziale usate, testualmente, per la maggior parte delle violazioni confermate collegate a quel profilo. Non solo: ‘frkoo’ gestiva anche un negozio di carte rubate all’indirizzo policenationale[.]cc, che si spacciava per la polizia nazionale francese e vendeva dati di pagamento, informazioni complete sui titolari e persino una mappa interattiva degli indirizzi delle vittime. Altri sospetti membri di ShinyHunters hanno rubato chiavi API di servizi di intelligenza artificiale, riutilizzandole per entrare in altre organizzazioni o per fare ricognizione. In un episodio hanno bucato un fornitore software as a service portandosi via dati riferiti a circa 200 clienti a valle.
Tre ore dal token rubato al controllo totale
La velocità è il dato che colpisce di più. Con il supporto di Claude AI, un attaccante riconducibile a ShinyHunters ha impiegato circa 34 ore per estrarre dati di autenticazione e mettere insieme oltre 2.100 set di token Azure AD legati a più di 40 tenant Microsoft aziendali distinti. Gli agenti AI, spiega Anthropic, hanno svolto quasi tutto il lavoro. Nella lista delle attività attribuite agli affiliati del collettivo compaiono anche la violazione di un fornitore tecnologico con il furto di 1TB di dati, la compromissione di una compagnia aerea e l’accesso ai sistemi di un’azienda energetica. In un’azienda di software enterprise il passaggio dall’accesso iniziale al furto massivo di dati è avvenuto in poche ore. In un altro caso, da un singolo token rubato a uno sviluppatore al controllo amministrativo completo sono passate meno di tre ore.
Mosca e Pechino nella stessa lista
Il rapporto dedica ampio spazio al gruppo di spionaggio russo Midnight Blizzard, che ha usato il modello per automatizzare sviluppo di malware, ricerca, acquisizione di infrastrutture, phishing, persistenza, operazioni di comando e controllo ed esfiltrazione. Aveva perfino costruito un ciclo di feedback che ricompilava il malware ogni volta che i prodotti di sicurezza lo individuavano. Nel mirino oltre 20 enti governativi, della difesa, diplomatici, di intelligence e di politica estera, con device code phishing, attacchi ClickFix, dirottamento DNS attraverso provider Wi Fi alberghieri compromessi, furti di account WhatsApp e malware per Windows, Android e iOS.
C’è poi GTG-10007, gruppo di lingua cinese che ha impiegato il modello come strato di ingegneria e orchestrazione: tentativi di intrusione su sistemi in produzione, ricognizione di reti governative in Medio Oriente, Europa e Sud Est asiatico, ricerca continua di vulnerabilità contro i principali prodotti di endpoint security. I flussi automatizzati giravano anche mentre gli operatori umani erano lontani dalla tastiera, scovando falle sconosciute in un importante prodotto di sicurezza e producendo exploit funzionanti per diverse famiglie di appliance di rete. Circa 50 organizzazioni colpite, con compromissioni confermate in un’azienda di tecnologie per l’istruzione, un retailer e un’agenzia governativa del Sud Est asiatico. Anthropic ha bloccato gli account coinvolti, rivisto le proprie barriere di sicurezza, aggiunto meccanismi per individuare più in fretta gli abusi futuri e avvisato autorità, partner del settore e vittime.








