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La PS6 Portatile comincia ad avere contorni più definiti, almeno stando a un leak che ha messo in circolazione nome in codice e prime specifiche tecniche di quella che dovrebbe essere la nuova console handheld di Sony. Il progetto, internamente, si chiamerebbe Project Canis, e sarebbe il compagno di viaggio della console casalinga di prossima generazione, non una semplice variante come accadde ai tempi di PS5, quando accanto al modello con lettore ottico arrivò quello solo digitale. Su quel fronte, del resto, la direzione presa dall’azienda giapponese è nota da tempo e i dischi non rientrano nei piani futuri.
Il dato interessante è un altro. Se le indiscrezioni fossero confermate, si tratterebbe della prima portatile targata PlayStation dai tempi di PS Vita, il cui debutto risale al 2011. Un vuoto lungo più di dieci anni, riempito nel frattempo solo in parte da soluzioni pensate per lo streaming e il gioco in remoto.
Un chip AMD a 3nm nel cuore di Project Canis
Secondo quanto filtrato, la nuova PlayStation portatile monterebbe un chip AMD custom, battezzato appunto Canis come il progetto che lo ospita, prodotto con processo produttivo a 3nm. La configurazione parlerebbe di sei core Zen 6 complessivi, quattro dei quali Zen 6c tradizionali e due Zen 6 LP a basso consumo.
Tradotto per chi non mastica architetture e nanometri tutti i giorni: il processo produttivo più fine permette di stipare più transistor nello stesso spazio consumando meno energia, cosa che su un dispositivo alimentato a batteria fa la differenza tra un paio d’ore di gioco e una sessione decente. I core a basso consumo, invece, servono a gestire i compiti leggeri senza svegliare tutta la macchina, una strategia ormai comune negli smartphone e sempre più diffusa anche sui processori per computer portatili.
Cosa significa per il futuro di PlayStation
L’idea di una PS6 accompagnata da una sorella portatile non nasce oggi. Diverse fonti, nei mesi scorsi, hanno indicato che Sony starebbe lavorando in parallelo su due dispositivi, con l’obiettivo di coprire sia il salotto sia il gioco in mobilità. Una scelta che, sulla carta, ha una sua logica di mercato piuttosto evidente, visto quanto si è mosso il settore delle console portatili negli ultimi anni.
Il fatto che il chip sia firmato AMD non sorprende, considerando la collaborazione consolidata tra l’azienda giapponese e il produttore statunitense su PS4 e PS5. Quello che cambia, semmai, è la scala del progetto: costruire un chip custom pensato specificamente per un dispositivo portatile significa dover bilanciare potenza, calore e autonomia in un modo che una console da tavolo non deve nemmeno prendere in considerazione.
Va detto che si parla comunque di informazioni non ufficiali. Sony non ha confermato nulla, né sul nome in codice né sulle specifiche, e in questa fase i piani interni possono ancora cambiare parecchio. Le indiscrezioni sui componenti, in particolare, tendono a riferirsi a configurazioni di sviluppo che non sempre coincidono con il prodotto finale che arriva sugli scaffali.
Resta il quadro generale: una console portatile di nuova generazione con architettura Zen 6 e produzione a 3nm sarebbe un salto notevole rispetto a tutto quello che PlayStation ha proposto finora in formato tascabile. E collocherebbe Project Canis su un terreno tecnico piuttosto ambizioso, ben oltre la logica del semplice accessorio da affiancare alla console principale.








