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Anthropic ha acceso una funzione che chi lavora tutto il giorno davanti a un Mac aspettava da un pezzo: Claude può ora usare il computer in background, senza prendere il controllo del cursore sotto gli occhi di chi sta usando la macchina. L’annuncio è arrivato il 2 settembre 2026 e riguarda il cosiddetto computer use, cioè la capacità dell’assistente di cliccare, digitare e aprire applicazioni esattamente come farebbe una persona in carne e ossa.
La novità non sta nella funzione in sé, che sul desktop esiste già da tempo, ma nel modo in cui viene eseguita. Fino a ieri lasciare che un agente pilotasse il computer significava rinunciare al proprio spazio di lavoro per tutta la durata dell’operazione: mouse che si muove da solo, finestre che si aprono, tastiera occupata. Poco pratico, e sinceramente anche un po’ fastidioso da guardare. Con l’esecuzione in background il compito viene portato a termine altrove, mentre l’utente continua a scrivere, rispondere alle mail o compilare codice.
Come funziona il nuovo computer use di Claude su macOS
La disponibilità è per ora limitata: la funzione arriva su Claude Code e su Claude Cowork, esclusivamente su macOS, ed è riservata ai clienti con abbonamento Pro e Max. Nessun annuncio, al momento, per altre piattaforme o per i piani gratuiti. Il meccanismo è quello che ci si aspetta da un agente di questo tipo. Si assegna un compito da svolgere sul desktop e Claude lo esegue muovendosi tra le applicazioni, cliccando dove serve, inserendo testo, aprendo e chiudendo finestre. La differenza rispetto a prima è che tutto questo non avviene più in primo piano, rubando il controllo della macchina. Il flusso di lavoro della persona resta intatto, l’agente lavora in parallelo.
Detta così sembra un dettaglio tecnico marginale. Nella pratica cambia parecchio, perché sposta il computer use dalla categoria delle demo suggestive a quella degli strumenti che si possono davvero infilare in una giornata di lavoro. Un conto è dover restare fermi a guardare l’assistente che compila un modulo, un altro è delegargli l’operazione e passare ad altro.
La rincorsa tra Anthropic e OpenAI sul Mac
Va detto che Anthropic non è arrivata per prima. L’esecuzione in background sul Mac era già stata portata da OpenAI con Codex, poi confluito in ChatGPT, nel corso di quest’anno. Il fatto che anche l’app Mac di Claude si allinei racconta bene la direzione presa dal settore: gli assistenti che si limitano a suggerire non bastano più, la scommessa è su agenti che eseguono materialmente le operazioni.
Il nodo, ovviamente, resta la fiducia. Concedere a un software la possibilità di muoversi liberamente tra applicazioni e file non è una decisione banale, e la scelta di riservare la funzione ai piani a pagamento più alti sembra andare anche in questa direzione. Chi paga Pro o Max è in genere un utente professionale, abituato a valutare cosa affidare a uno strumento automatico e cosa no.
Per il momento la mossa di Anthropic resta un aggiornamento circoscritto, pensato per chi già vive dentro Claude Code e Claude Cowork e lavora su Mac. Ma è uno di quei ritocchi che si notano subito, perché tolgono un attrito concreto invece di aggiungere una voce in più a un elenco di funzioni. La possibilità di far girare l’agente mentre si continua a fare altro è, di fatto, quello che trasforma il multitasking su macOS in qualcosa di reale anche quando c’è un’intelligenza artificiale al lavoro sullo stesso schermo.










