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Chrome, stop alle notifiche spam: cosa cambia con la versione 155

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Chi ha premuto almeno una volta il tasto “Consenti” su un sito web sa bene come finisce la storia, e le notifiche spam su Chrome sono diventate uno dei fastidi più diffusi della navigazione da smartphone. Google ha messo insieme negli anni una serie di contromisure che lavorano in sottofondo, quasi senza farsi notare, e adesso ha deciso di raccontare come si incastrano tutte quante. Non c’è un annuncio singolo dietro questa novità, piuttosto una fotografia complessiva di protezioni già attive sui dispositivi.

Il pezzo più interessante del sistema è la revoca automatica dei permessi. Chrome può togliere l’accesso alle notifiche ai siti che non vengono visitati da parecchio tempo, oppure a quelli che continuano a inviare avvisi sospetti. Nulla di definitivo, va detto: basta rientrare nelle impostazioni per ripristinare il permesso ai siti che interessano davvero. Questa funzione è comparsa nel 2023 insieme al Safety Check di Chrome, e da allora fa il suo lavoro in silenzio.

Un solo tocco per disiscriversi, e i numeri lo confermano

Nel 2024 è arrivata poi la possibilità di annullare l’iscrizione alle notifiche di un sito con un singolo tocco su Android. Secondo Google questa opzione ha tagliato il volume di notifiche indesiderate del 30% sui Pixel supportati, un dato tutt’altro che trascurabile se si pensa a quante volte capita di ignorare un avviso solo perché disattivarlo sembrava troppo macchinoso.

Esiste anche un livello di intervento che agisce molto più a monte, prima ancora che l’avviso raggiunga il telefono. Chrome è in grado di riconoscere gruppi di siti che coordinano vere e proprie campagne di notifiche abusive e revoca i permessi in blocco, senza aspettare la segnalazione del singolo utente. Quando un sito continua a creare problemi nonostante tutto, Google può intervenire direttamente sull’infrastruttura che consegna i messaggi, cioè Firebase Cloud Messaging, imponendo un tetto di 1.000 messaggi al minuto. Per i recidivi i limiti diventano ancora più stretti.

La parte comoda è che non serve fare nulla di particolare, perché gran parte di queste protezioni è già attiva in automatico su ogni installazione del browser.

Con Chrome 155 cambia anche il modo di chiedere il permesso

Sul fronte dell’interfaccia, Chrome 155 su Android modificherà il momento in cui un sito chiede l’autorizzazione a inviare notifiche. Al posto del popup invasivo che occupa lo schermo intero comparirà una richiesta più piccola e discreta, che non blocca la lettura. Si potrà continuare a scorrere la pagina e decidere con calma, senza quella sensazione di dover rispondere subito per liberarsi dell’ingombro.

Per chi preferisce fare un controllo manuale e capire quali siti hanno ancora accesso alle notifiche, il percorso è rapido. Su Android basta aprire Chrome, toccare i tre puntini, poi Impostazioni e infine Notifiche. Su desktop invece si passa da Chrome, Impostazioni, Privacy e sicurezza, Impostazioni sito e di nuovo Notifiche.

Una precisazione utile: l’obiettivo non è eliminare gli avvisi che servono. Le notizie, gli aggiornamenti sugli ordini in consegna, le variazioni di prezzo che si è scelto di seguire restano tutte possibili. Il bersaglio sono i siti che trasformano un singolo “Consenti” in un flusso continuo di spam, difficile da fermare una volta avviato.

E qui entra in gioco un aspetto meno ovvio, cioè la batteria. Ogni notifica che arriva in background risveglia il processore del telefono, e quel piccolo consumo ripetuto decine di volte al giorno si fa sentire sull’autonomia. Meno avvisi inutili significa quindi anche qualche ora in più lontano dal caricabatterie.

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