ChatGPT e Roblox stanno per finire sotto la lente più severa dell’Europa, quella del Digital Services Act. La notizia circola da qualche giorno e, secondo fonti vicine alla questione, l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare ad agosto. Non c’è ancora nulla di firmato, ma la direzione sembra abbastanza chiara.
Il piano dell’Unione europea prevede di classificare ChatGPT come motore di ricerca online di dimensioni molto grandi e Roblox come piattaforma online di dimensioni molto grandi. Due etichette che, tradotte in pratica, significano regole più rigide e controlli più fitti. Non è una punizione, sia chiaro. È il modo in cui Bruxelles gestisce i servizi diventati talmente grandi da influenzare la vita di milioni di persone.
Cosa significano le sigle VLOSE e VLOP
Il DSA usa due acronimi che a prima vista sembrano solo lettere messe in fila. VLOSE indica i motori di ricerca di dimensioni molto grandi, ed è la casella in cui rientrerebbe ChatGPT. VLOP invece riguarda le piattaforme online altrettanto grandi, ed è qui che finirebbe Roblox. Il criterio è semplice e allo stesso tempo pesante: superare i 45 milioni di utenti mensili nel Continente.
Superata quella soglia, scattano obblighi decisamente più stringenti rispetto a quelli previsti per le realtà più piccole. In sostanza ChatGPT si troverebbe nella stessa categoria di Ricerca Google o Bing, mentre Roblox, che è una piattaforma di gaming molto amata soprattutto dai più giovani, andrebbe ad affiancarsi a nomi come Facebook, Instagram, TikTok, X e YouTube. Compagnia importante, con tutto quello che ne consegue.
Gli obblighi e il conto alla rovescia
Una volta arrivata la designazione ufficiale, le due aziende avrebbero quattro mesi per mettersi in regola. Non tantissimo, considerando la mole di cose da sistemare. Tra i punti principali ci sono condizioni d’uso più chiare e comprensibili, oltre a una maggiore trasparenza su tre fronti delicati: la pubblicità, i sistemi di raccomandazione e le decisioni prese in fase di moderazione dei contenuti.
C’è poi un aspetto che pesa parecchio. I servizi che rientrano in queste categorie devono analizzare i cosiddetti rischi sistemici generati dalle loro piattaforme. Il DSA fa un elenco piuttosto ampio e mette nero su bianco temi come i contenuti illegali, la tutela dei minori, la discriminazione, la libertà di espressione, la violenza di genere e le possibili interferenze nei processi elettorali. Roba seria, insomma, che va ben oltre la semplice gestione tecnica di un servizio.
Per Roblox il discorso della tutela dei minori è particolarmente sentito, visto il pubblico giovanissimo che la piattaforma raccoglie ogni giorno. E anche per ChatGPT le implicazioni non sono banali, dato che ormai lo strumento viene usato da moltissime persone per cercare informazioni, quasi come farebbero con un motore di ricerca tradizionale.
L’annuncio previsto per agosto darà il via al conto alla rovescia. Da lì in poi si capirà quanto rapidamente le due realtà riusciranno ad adeguarsi alle richieste europee, che sulla carta non sono affatto leggere.


