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ChatGPT collega più account Gmail e Google Calendar insieme

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Da oggi ChatGPT permette di collegare più account Gmail e Google Calendar contemporaneamente, una di quelle funzioni che sembrano piccole ma che cambiano parecchio la vita quotidiana di chi lavora con due o tre caselle di posta aperte tutto il giorno. La novità è stata confermata il 28 agosto 2026 da OpenAI e riguarda anche Codex, oltre che Google Contacts. Fino a ieri ogni plugin poteva essere agganciato a un solo profilo Google, e chi divideva la vita personale da quella professionale doveva scegliere quale delle due far vedere all’assistente.

Il limite era noto e, diciamolo, abbastanza fastidioso. Chi usa i plugin di Gmail e Google Calendar dentro ChatGPT si trovava costretto a lavorare a compartimenti stagni, con un solo indirizzo autorizzato per volta. Adesso la logica si ribalta: si possono aggiungere un secondo account, un terzo, e ognuno resta disponibile per l’assistente quando serve.

ChatGPT: come aggiungere il secondo (o il terzo) account

La procedura la ha spiegata Gabriel Chua, ingegnere DX di OpenAI, ed è di quelle che non richiedono manuali. Nella barra laterale di sinistra si apre la sezione Plugins, si cerca Gmail, Google Calendar oppure Google Contacts, e se un account risulta già collegato basta cliccare sull’icona a forma di ingranaggio. Da lì si aggiunge il profilo successivo e si completa la solita autorizzazione di Google, quella schermata che ormai conoscono tutti.

Nessun passaggio nascosto, nessuna impostazione sperimentale da attivare. Il risultato pratico è che una conversazione può muoversi sulla casella personale, magari per organizzare un weekend o recuperare la conferma di una prenotazione, mentre un’altra lavora con l’indirizzo aziendale, la rubrica di lavoro e il calendario professionale per gestire riunioni e scadenze.

Cosa cambia davvero nell’uso di tutti i giorni

Il punto interessante non è solo la comodità di non dover scollegare e ricollegare profili ogni volta. Con più account attivi, ChatGPT può attingere alle informazioni rilevanti da tutte le fonti collegate quando la richiesta lo giustifica, ottenendo un quadro più ampio delle comunicazioni, dei contatti e degli impegni in agenda. Tradotto: risposte più contestuali, meno approssimative, perché l’assistente vede finalmente l’intera fotografia e non solo un ritaglio.

Per chi usa Codex il discorso è simile, con la possibilità di far convivere ambienti diversi senza continui salti tra profili. Chi ha una partita IVA, chi collabora con più realtà, chi semplicemente tiene separate le mail dell’università da quelle di casa: sono tutte situazioni in cui avere un solo account autorizzato significava rinunciare a metà del potenziale dello strumento.

Permessi, piani e controlli aziendali

C’è però un dettaglio che la documentazione di OpenAI sui plugin mette nero su bianco e che vale la pena tenere presente. Gli account collegati restano soggetti ai permessi delle rispettive applicazioni e ai controlli del workspace di appartenenza. Significa che la disponibilità effettiva della funzione può cambiare in base al piano sottoscritto, all’organizzazione di cui si fa parte e alle impostazioni decise dall’amministratore.

In altre parole, un profilo aziendale con policy restrittive potrebbe non collegarsi affatto, oppure farlo con permessi ridotti rispetto a un account personale. Non è una limitazione di ChatGPT in sé, ma il modo in cui funzionano da sempre le autorizzazioni sugli spazi di lavoro gestiti da un’azienda.

Il supporto a più profili è stato distribuito per Gmail, Google Calendar e Google Contacts, i tre servizi Google che più spesso finiscono per essere duplicati tra sfera privata e professionale.

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