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ChatGPT, annunci grafici durante la creazione di immagini

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La pubblicità su ChatGPT è destinata a diventare decisamente più visibile nei prossimi mesi. OpenAI ha infatti annunciato un nuovo formato di annunci grafici pensato per comparire proprio durante la generazione delle immagini, così da permettere ai marchi di mostrare prodotti e servizi nel momento esatto in cui una persona sta creando contenuti visivi con il chatbot. Il test prenderà il via entro ottobre negli Stati Uniti e coinvolgerà un primo gruppo selezionato di inserzionisti.

Si tratta di un passaggio interessante perché sposta la presenza commerciale dentro una delle funzioni più usate e apprezzate del servizio. Finora gli spazi promozionali avevano un’impostazione diversa, mentre adesso l’obiettivo dichiarato è offrire alle aziende un contesto più adatto a chi lavora soprattutto con le immagini.

Come funzioneranno i nuovi annunci durante la creazione delle immagini

Sul fronte della trasparenza OpenAI mette subito le mani avanti. Gli annunci saranno identificati in modo chiaro, resteranno separati dall’immagine generata e non avranno alcuna influenza sulle risposte di ChatGPT. In pratica il contenuto prodotto dall’utente rimane intatto e la parte promozionale si affianca senza mescolarsi con il lavoro creativo. È una precisazione tutt’altro che secondaria, visto che uno dei timori più diffusi riguarda proprio la possibilità che la pubblicità finisca per orientare ciò che l’intelligenza artificiale propone.

L’idea alla base del progetto è piuttosto lineare. I formati pubblicitari già presenti non si prestano granché ai contenuti visivi, mentre questo nuovo spazio permette ai brand di raccontarsi attraverso le immagini. Le creatività potranno mostrare un prodotto, il modo in cui si utilizza oppure il contesto in cui potrebbe inserirsi nella vita quotidiana. Un approccio che ricorda da vicino la logica delle campagne visive tradizionali, ma calato in un ambiente dove l’attenzione dell’utente è già concentrata sulla dimensione grafica.

Per l’azienda guidata da Sam Altman il ragionamento economico è evidente. Rendere ChatGPT più attraente agli occhi degli inserzionisti significa sfruttare al meglio una piattaforma che, secondo quanto dichiarato dalla società stessa, raggiunge 1,2 miliardi di persone ogni settimana. Numeri del genere fanno gola a qualsiasi marchio, e offrire un formato su misura per chi punta sull’impatto visivo è un modo concreto per intercettare budget che altrimenti finirebbero altrove.

Quali piani vedranno la pubblicità e quali no

Va detto che la pubblicità su ChatGPT non rappresenta una novità assoluta. OpenAI aveva cominciato a sperimentarla negli Stati Uniti all’inizio del 2026, per poi allargare progressivamente l’iniziativa ad altri mercati. Il nuovo formato legato alle immagini si inserisce quindi in un percorso già avviato, aggiungendo un tassello a una strategia commerciale che sta prendendo forma passo dopo passo.

Resta invariata anche la suddivisione tra gli abbonamenti. Gli annunci possono comparire soltanto per chi utilizza i piani Free e Go, cioè le formule gratuite o comunque più economiche. Chi invece ha sottoscritto Plus, Pro, Business, Enterprise oppure Edu continuerà a usare il servizio senza alcuna interruzione promozionale. Una distinzione che di fatto trasforma l’assenza di pubblicità in uno dei vantaggi concreti delle sottoscrizioni a pagamento.

Fonte: TecnoAndroid

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