La nuova versione di Carrie firmata da Mike Flanagan debutterà su Amazon Prime il 7 ottobre, e il trailer presentato al Comic-Con 2026 ha già dato un assaggio piuttosto chiaro di cosa aspettarsi. Chi conosce anche solo di sfuggita la storia creata da Stephen King ritroverà tutti i passaggi attesi, con una differenza sostanziale però. Questa volta il racconto è stato riscritto per parlare al presente, con un linguaggio e dei riferimenti che appartengono al mondo di oggi.
Per Mike Flanagan si tratta del quarto adattamento tratto da un romanzo di King, quindi non un debuttante alle prese con un autore complicato. Il trailer non nasconde grosse sorprese e mantiene l’ossatura della vicenda originale, ma lascia intuire un tono aggiornato, meno legato all’estetica degli anni Settanta e più vicino alle paure che attraversano gli adolescenti di adesso.
Carrie di Mike Flanagan: bullismo online e paure adolescenziali al centro
La cosa più interessante riguarda proprio i temi che questa versione ha deciso di affrontare. La rilettura del romanzo di Stephen King mette al centro problematiche molto attuali come le esercitazioni per far fronte a sparatorie nelle scuole e il bullismo sui social. Non un dettaglio di contorno, ma il cuore pulsante della nuova narrazione.
Per costruire una sceneggiatura credibile, Flanagan ha fatto una scelta poco comune. Ha invitato alcuni ragazzi delle scuole superiori nella stanza degli sceneggiatori, usando le loro esperienze reali per dare forma al copione. Le parole del regista raccontano bene l’approccio scelto. I giovani coinvolti hanno condiviso situazioni isolate ma scioccanti, oppure trattamenti costanti fatti di microaggressioni e comportamenti che non si presentano nemmeno come molestie dichiarate. L’obiettivo dichiarato è scavare nella crudeltà del mondo contemporaneo e nel modo in cui internet la incoraggia, la premia, la celebra e la amplifica. Una dinamica difficile da gestire già per gli adulti, figurarsi per i più giovani.
Questo taglio segna una distanza netta dal passato, pur senza tradire l’anima del materiale di partenza. La violenza psicologica non arriva più solo dai corridoi della scuola, ma passa attraverso schermi e notifiche, seguendo la protagonista ovunque.
Il confronto con la versione del 1976
Impossibile parlare di Carrie senza tornare all’adattamento diretto da Brian De Palma nel 1976. Un film diventato leggendario, sorretto da una prova attoriale di Sissy Spacek considerata praticamente inattaccabile. Resta un punto di riferimento assoluto per chiunque voglia mettere mano a questa storia.
C’è però un aspetto su cui la nuova produzione parte avvantaggiata, e riguarda l’età dell’interprete principale. Summer H. Howell, che aveva 21 anni durante le riprese, risulta molto più credibile nel ruolo di una studentessa delle superiori rispetto alla stessa Spacek, che all’epoca ne aveva 26. Un dettaglio apparentemente piccolo, che sullo schermo può fare la differenza quando si racconta la fragilità di un’adolescente.
L’appuntamento con la nuova Carrie di Flanagan è dunque fissato per il 7 ottobre su Amazon Prime, con la promessa di un horror capace di parlare a una generazione cresciuta con lo smartphone in mano.


