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Cadillac V-One, la hypercar da 830 CV può diventare realtà

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Chi sperava di vedere su strada, o meglio in pista, qualcosa di molto simile alla hypercar che corre a Le Mans, ha un motivo in più per tenere gli occhi aperti: Cadillac V-One, la concept svelata la settimana scorsa, potrebbe davvero arrivare in produzione, seppur in numeri ridottissimi. La condizione è semplice quanto brutale: servono abbastanza clienti facoltosi disposti ad alzare la mano e a firmare un assegno importante. Nessuna promessa ufficiale, nessuna data, però dentro la casa americana qualcuno ha iniziato a ragionarci sul serio.

Il progetto nasce come copia quasi fedele della V-Series.R, il prototipo che Cadillac schiera nelle gare endurance. Stesso telaio firmato Dallara, stessa architettura meccanica, stessa filosofia costruttiva. La differenza sta nei numeri, ed è una differenza che fa sorridere chi ama i cavalli liberi da vincoli. In gara, infatti, le regole del balance of performance tengono la vettura da corsa inchiodata a 670 cavalli, perché il campionato deve restare equilibrato e nessuno può scappare via. Fuori da quel recinto normativo, invece, gli ingegneri hanno potuto lavorare senza freni e la concept arriva a dichiarare 830 cavalli.

Un V8 aspirato da 5.5 litri e l’ibrido che completa il quadro

Il cuore della hypercar è un V8 aspirato da 5.5 litri abbinato a un sistema ibrido, esattamente come sulla vettura che affronta la 24 Ore. Nessun turbo, nessuna scorciatoia, quel tipo di erogazione che chi guida in pista riconosce subito e che ormai è merce rara. L’idea, dichiarata senza troppi giri di parole, è consegnare a un cliente privato la possibilità di salire su una macchina praticamente identica a quella dei piloti professionisti e girare negli stessi circuiti, con le stesse sensazioni.

Non sarebbe una novità assoluta nel settore. Ferrari e Aston Martin producono già versioni track only delle rispettive hypercar da Le Mans, vendute in serie limitatissima a collezionisti selezionati, e McLaren si prepara a fare lo stesso. Il mercato esiste, insomma, ed è popolato da gente che compra queste vetture sapendo che non vedranno mai una targa. Se Cadillac troverà abbastanza acquirenti convinti, il passo dalla concept alla realtà diventa molto più corto di quanto sembri.

Sean O’Shea, responsabile della propulsione del programma LMdh di Cadillac, ha usato una formula che dice tutto e niente ma lascia intendere parecchio: la V-One è una concept solo nel nome. E ha aggiunto che l’azienda guarda sempre dove c’è interesse e cosa vorrà fare in futuro. Tradotto: la porta è aperta, manca solo la spinta giusta.

La priorità resta il programma corse

C’è un vincolo però, e non è di poco conto. Dallara ha fatto sapere a General Motors di avere la capacità produttiva per costruire tutti i telai V-One che serviranno, quindi da quel lato non ci sono ostacoli tecnici. Il punto è un altro, ed è tutto interno alla casa americana: nessuno vuole che una serie limitata di vetture per clienti finisca per rubare risorse, tempo e attenzioni al programma agonistico.

O’Shea è stato piuttosto chiaro su questo. Ha spiegato che la cosa più importante è non intaccare l’attività in gara, perché la V-One dovrebbe elevare il marchio e portare visibilità a tutto quello che il team sta facendo, permettendo poi a qualcuno di salire in macchina e vivere la stessa esperienza dei piloti professionisti. Ha citato in particolare la parte carrozzeria e il lavoro che andrebbe fatto con i vari fornitori sul fronte motore. Se il progetto diventasse realtà, ha detto, bisognerebbe assicurarsi che ci siano differenze sufficienti da poter sfruttare la rete di partner esistente senza sottrarre nulla al reparto corse. Per ora dunque la Cadillac V-One resta un esercizio di stile e di ingegneria, con 830 cavalli sulla carta e un telaio Dallara pronto a essere replicato. La conferma di produzione non è arrivata e nessuno si è sbilanciato su tempi o cifre.

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