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BMW M3 G84: il sei cilindri benzina non va in pensione

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Che la BMW M3 stia per passare all’elettrico ormai è cosa nota, ma il punto interessante è un altro: non tutte le M3 diranno addio al motore termico. Gli ultimi scatti rubati attorno al centro di ricerca e sviluppo che la casa di Monaco ha allestito vicino al Nürburgring mostrano la G84, ovvero la versione a benzina, ancora coperta di camuffature ma già parecchio avanti nello sviluppo. Segnale chiaro che il sei cilindri non è pronto ad andare in pensione.

Il prototipo fotografato di recente porta in dote i gruppi ottici di serie, gli stessi LED già visti sulla i3 elettrica in versione base, quella berlina che ha inaugurato il nuovo corso stilistico. Rispetto ai muletti avvistati nei mesi scorsi, insomma, il livello di finitura è salito. E c’è anche l’aspettativa di vedere le luci diurne in M Yellow una volta calato il buio, dettaglio che BMW M aveva mostrato sulla concept M Vision Neue Klasse M3 presentata quest’anno.

Stessa faccia, due anime completamente diverse

A colpo d’occhio la M3 elettrica e quella a benzina si somiglieranno parecchio, con proporzioni e dettagli leggermente differenti ma lo stesso linguaggio formale della Neue Klasse. Sotto la pelle, però, parliamo di due mondi lontanissimi. L’elettrica poggia sulla piattaforma NK sviluppata apposta per i modelli a batteria, mentre la termica sfrutta un’evoluzione aggiornata dell’attuale architettura CLAR. Da qui la differenza più evidente: il cofano della versione a combustione è più lungo, perché deve fare spazio a un sei cilindri in linea.

Il motore in questione è in sostanza l’attuale S58, il 3.0 litri biturbo, ma rivisto e quasi sicuramente affiancato da un sistema mild hybrid. Lo aveva lasciato intendere un dirigente di BMW M già al lancio della M5, nel 2024. L’incremento di potenza rispetto ai 523 CV (530 PS) della M3 Competition attuale dovrebbe restare contenuto, niente numeri da record insomma. Non sarà una vettura costruita per vincere la gara dei cavalli a tutti i costi.

La M350 alza il tiro

C’è però una guerra interna che si sta scaldando, ed è quella con la sorella minore firmata M Performance, la M350. Le indiscrezioni parlano di un balzo significativo per il sei cilindri in linea 3.0 litri che oggi equipaggia la X3 M50: si passerebbe dai 393 CV (398 PS) attuali a 437 CV (443 PS) già l’anno prossimo, con successiva adozione sulla berlina M350. I prototipi avvistati lasciano intuire persino quattro terminali di scarico in stile M3, seppur distanziati in modo diverso. Solo la M3 vera, però, avrà i parafanghi allargati e la presa d’aria sul cofano.

E poi c’è il capitolo trasmissione, quello che appassiona i puristi più di qualsiasi tabella di potenza. Frank Van Meel, numero uno di BMW M, ha fatto capire che il cambio manuale potrebbe sopravvivere. Non una conferma ufficiale, ma un indizio pesante per chi continua a considerare la leva a tre pedali parte integrante dell’esperienza.

Tempi lunghi per chi aspetta la benzina

Chi ha messo gli occhi sulla M3 a benzina dovrà però mettere in conto una discreta dose di pazienza. La versione elettrica di serie è attesa al debutto il prossimo anno, mentre per la variante con motore termico bisognerà aspettare il 2028. Due anni buoni di distanza tra le due, con l’elettrica che farà da apripista e la termica che arriverà dopo, quasi a fare da contraltare.

La storia della M3 del resto è fatta di cambiamenti: quattro cilindri, poi sei, poi otto, fino ad arrivare alla trazione integrale, al cambio automatico e alla carrozzeria familiare. Ogni passaggio ha portato con sé la sua dose di scetticismo, e ogni volta il risultato ha convinto. L’arrivo della batteria è semplicemente il capitolo successivo, con la particolarità che stavolta le due versioni convivranno nello stesso listino.

Fonte: TecnoAndroid

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