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Bilibili sfida YouTube: l’app arriva in Occidente

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Chi non ha mai sentito nominare Bilibili può stare tranquillo, è in ottima compagnia, ma la situazione è destinata a cambiare piuttosto in fretta. La piattaforma cinese, che nella sostanza funziona come YouTube, ha deciso di provare a sfondare anche in occidente e ha già iniziato a muoversi con una certa decisione, tra applicazioni distribuite fuori dai confini nazionali e contatti diretti con creator già affermati. Un’operazione costruita nei dettagli, non un semplice test.

La versione Android dell’app mobile è infatti in fase di rollout a livello internazionale su Google Play, anche se in Italia non risulta ancora scaricabile, mentre quella per iOS dovrebbe arrivare a breve stando a quanto comunicato dal profilo ufficiale della società su X. In parallelo, l’azienda avrebbe avviato una campagna di corteggiamento verso alcuni youtuber molto noti, con l’obiettivo di convincerli a caricare i loro video anche sul servizio cinese.

Una strategia pensata per il pubblico occidentale

Va detto che Bilibili non era certo un territorio inaccessibile prima d’ora, bastava e basta tuttora collegarsi all’indirizzo bilibili.com per curiosare tra i contenuti. La differenza sta tutta nell’approccio, perché quello attuale è un piano dichiaratamente costruito per far conoscere la piattaforma su scala mondiale, non un semplice effetto collaterale della rete aperta. Distribuzione dei contenuti a livello globale, localizzazione più curata e procedure di registrazione semplificate senza verifica dell’identità sono i punti messi in evidenza dalla stessa società, che promette ulteriori ottimizzazioni in arrivo. A supporto di questa spinta c’è anche una campagna di assunzioni sparsa un po’ ovunque nel mondo. Los Angeles, Londra, Città del Messico, San Paolo, Istanbul e Tokyo sono le città citate, un elenco che racconta bene le ambizioni dell’azienda e i mercati su cui punta con maggiore convinzione. In preparazione c’è pure la versione in inglese del portale, che rappresenta il passaggio più ovvio e allo stesso tempo più necessario, perché senza un’interfaccia comprensibile al pubblico internazionale qualsiasi tentativo di competere con YouTube resterebbe sulla carta.

Da nicchia per appassionati di anime a colosso da 363 milioni di utenti

La storia di Bilibili parte da lontano, o meglio, da quel 2009 in cui il fondatore Xu Yi diede vita a un sito dedicato ad anime, fumetti e videogiochi, quindi qualcosa di molto più verticale rispetto al portale generalista di oggi. Nel 2014 sono arrivati i giochi per dispositivi mobili, l’anno successivo le dirette streaming, e da lì la crescita non si è più fermata. Lo scorso anno la piattaforma ha toccato quota 363 milioni di utenti attivi su base mensile, un numero che da solo spiega perché il salto verso l’estero avesse senso.

La sede si trova nel distretto Yangpu di Shanghai e la società è quotata in borsa con il ticker BILI. Nella descrizione della propria missione, l’azienda parla di un’esperienza di intrattenimento coinvolgente e di contenuti di alta qualità capaci di adattarsi agli interessi in continua evoluzione e diversificati degli utenti e delle community. Un’impostazione che, sempre secondo la società, si fonda sul legame emotivo tra chi guarda e ciò che viene pubblicato, elemento considerato il vero collante della piattaforma.

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