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Benzina e gasolio, prezzi fermi nella settimana dell’esodo

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I prezzi dei carburanti restano praticamente fermi anche in questa settimana di grande esodo estivo, con la benzina inchiodata sui valori dei giorni precedenti e il gasolio che scende di un soffio, tanto poco che al distributore la differenza non si nota nemmeno. È la fotografia che emerge dalla rilevazione settimanale aggiornata dei prezzi applicati alla pompa in modalità self service, pubblicata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Nel periodo compreso tra il 3 e il 9 agosto 2026 il prezzo della benzina in self service si è attestato su 1,992 euro al litro, esattamente lo stesso livello della settimana precedente. Il gasolio ha invece registrato una limatura minima, passando da 2,09 a 2,08 euro al litro. Tradotto in termini pratici, il risparmio è di circa un euro ogni cento litri di diesel messi nel serbatoio, quindi una cifra che nessuno si accorge di aver risparmiato.

Benzina, gasolio e GPL: variazioni quasi invisibili

Anche il GPL si muove dentro margini talmente stretti da risultare irrilevanti per chi fa il pieno. Il prezzo medio è salito da 0,756 a 0,760 euro al litro, un aumento nell’ordine dei quattro millesimi che nella spesa complessiva non lascia traccia. Il quadro complessivo, insomma, è quello di una fase di stabilità: nessuno scossone verso l’alto, nessun sollievo concreto verso il basso, con i valori che oscillano nella stessa fascia da diverse settimane.

La cosa interessante è che questa immobilità arriva nel pieno del mese in cui il consumo di carburante schizza verso l’alto per effetto delle partenze. Storicamente agosto è il periodo in cui gli automobilisti guardano con più attenzione i cartelli dei distributori, semplicemente perché si percorrono più chilometri del solito e ogni decimo di euro al litro si moltiplica sulle distanze lunghe. Quest’anno, però, la variabile prezzo sembra restare fuori dai calcoli delle vacanze, almeno per quanto riguarda la rete ordinaria.

Sulle autostrade il conto è più salato

Il discorso cambia sensibilmente quando si passa alla rete autostradale, che in questo periodo di traffico vacanziero lungo le arterie nazionali diventa il vero termometro delle spese di viaggio. Secondo l’osservatorio istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi 12 agosto 2026 il gasolio in self service sulle autostrade viaggia a 2,154 euro al litro, mentre la benzina si ferma a 2,060 euro al litro.

Il divario con i prezzi medi della rete ordinaria è evidente e riguarda entrambi i carburanti, con il diesel che paga il conto più pesante. Chi si trova a rifornirsi in area di servizio durante un lungo trasferimento, quindi, sostiene un costo sensibilmente più alto rispetto a chi riesce a organizzarsi con una sosta fuori dal tracciato autostradale. Una dinamica nota, che però in un mese come agosto pesa su un numero molto più ampio di automobilisti.

Sempre in autostrada, il GPL nella modalità servito si attesta su 0,881 euro al litro, mentre il metano arriva a 1,643 euro al chilogrammo. Anche qui il confronto con i valori della rete ordinaria racconta la stessa storia: il pieno lungo l’autostrada costa di più, indipendentemente dal tipo di alimentazione scelta.

Nel complesso, i numeri della rilevazione ministeriale confermano che il mercato dei carburanti italiani si trova in una condizione di quiete, con oscillazioni settimanali contenute in pochi millesimi di euro. Nessuna delle voci monitorate mostra scostamenti tali da modificare in modo apprezzabile il costo di un rifornimento standard, e questo vale sia per la benzina sia per il gasolio, i due prodotti che restano i più diffusi sul parco circolante nazionale.

Il quadro settimanale, aggiornato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, resta il riferimento ufficiale per capire come si muovono i listini alla pompa, mentre i dati dell’osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy consentono di seguire giorno per giorno la situazione sui singoli segmenti della rete di distribuzione, autostrade comprese.

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