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Auto elettriche usate: la batteria frena il mercato italiano

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Il mercato delle auto elettriche usate in Italia sta crescendo, ma chi decide di comprarne una deve ancora fare i conti con un’incognita pesante, cioè lo stato di salute della batteria. Senza strumenti adeguati per valutarla, l’intero comparto procede a fatica e le trattative si trascinano per mesi. A scattare questa fotografia è carVertical, società specializzata nella raccolta di dati per il settore automobilistico, che ha incrociato le proprie statistiche interne con le risposte di circa 50 concessionari italiani.

L’interesse verso le vetture a batteria di seconda mano è evidente. Tra gennaio e agosto 2026 le verifiche sulla storia dei veicoli elettrici effettuate sulla piattaforma sono aumentate del 30,9%. La quota di controlli dedicati alle elettriche sul totale è passata dallo 0,35% del 2024 allo 0,89% dei primi otto mesi del 2026, praticamente quasi triplicata in due anni. Si tratta ancora di una nicchia, è vero, però in rapida espansione.

Tesla in testa e prezzi del carburante come spinta

Il marchio più cercato in Italia è Tesla, che raccoglie il 38,4% delle ricerche. Seguono a distanza Audi con l’11,8% e smart con l’8,2%. Nelle prime dieci posizioni trovano spazio anche Volkswagen, Renault, BMW, Mercedes, Fiat, Peugeot e Porsche, segno che l’interesse è distribuito su produttori molto diversi tra loro.

Sul fronte dei rivenditori il quadro è simile. Il 55,1% dei concessionari dichiara di aver notato un aumento dell’interesse dei clienti nell’ultimo anno e per il 57,1% il rincaro di benzina e diesel ha spostato almeno in parte la domanda verso l’usato elettrico. Matas Buzelis, esperto di carVertical, individua chiaramente il motivo: “Il vantaggio principale è il prezzo. Nei primi anni di vita, le auto elettriche tendono a svalutarsi più rapidamente rispetto a quelle con motore a combustione, rendendo disponibili sul mercato dell’usato modelli relativamente recenti a prezzi molto più accessibili”.

Il nodo della batteria e i tempi di vendita

Il problema è che proprio questa svalutazione accelerata nasce in buona parte dall’incertezza sull’accumulatore. Per il 67,3% dei rivenditori italiani i dubbi sulla durata delle batterie e sui possibili guasti restano la principale fonte di incertezza quando si vende un’elettrica usata. Il 75,5% considera le preoccupazioni legate alla batteria un ostacolo rilevante, seguite dai dubbi sull’autonomia effettiva, citati dal 71,4%. Il dato più emblematico però è un altro: il 79,6% degli operatori ammette di non avere strumenti specifici per testare la batteria, pur ritenendo che chilometraggio e condizioni del pacco batterie pesino allo stesso modo nella definizione del prezzo.

Questa lacuna si traduce in tempi di vendita molto lunghi. Per il 51% dei concessionari servono più di tre mesi per chiudere una trattativa su un’elettrica usata e per il 34,7% si superano addirittura i sei mesi. Solo il 18,4% riesce a concludere l’affare entro un mese.

Una buona notizia arriva invece dal chilometraggio, che sulle elettriche viene manomesso molto meno rispetto alle auto tradizionali. Secondo i dati raccolti tra il 2024 e il 2026, solo lo 0,99% delle vetture a batteria verificate presenta una percorrenza alterata, contro il 3,22% dei diesel e il 2,40% delle benzina. Un vantaggio strutturale, probabilmente legato al fatto che sulle elettriche i dati di percorrenza sono più difficili da modificare e più facili da controllare attraverso i sistemi di bordo.

Per colmare la mancanza di informazioni, carVertical ha introdotto nei propri report una sezione dedicata alle auto elettriche usate, con dati sulla batteria e sulla ricarica, oltre a una mappa interattiva che stima l’autonomia del veicolo partendo da un indirizzo specifico. L’azienda sta lavorando per includere anche dati sulla qualità effettiva della batteria entro la fine dell’anno. Se queste informazioni fossero disponibili, il 71,4% dei concessionari prevede un forte aumento della fiducia degli acquirenti, il 59,2% si aspetta vendite più rapide e il 55,1% prezzi più accurati.

Fonte: TecnoAndroid

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