In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
I coralli sbiancati non sono per forza destinati a morire. Una nuova osservazione racconta che gli esemplari colpiti dallo sbiancamento possono tornare in piena salute, a patto di avere accanto dei vicini in forma. I coralli rovinati che si trovavano a contatto diretto con coralli sani si sono ripresi completamente nel giro di 8 settimane. Una finestra di tempo piuttosto breve, se si pensa a quanto spesso lo sbiancamento venga associato a un destino già scritto.
Il messaggio di fondo è semplice e anche abbastanza sorprendente. Quando un corallo perde colore e vitalità la speranza non è persa, perché un aiuto concreto può arrivare proprio dagli organismi che gli stanno accanto. Una specie di sostegno tra vicini di casa, solo che la casa in questo caso è il fondale marino.
Cosa significa davvero lo sbiancamento dei coralli
Per capire la portata della scoperta conviene fare un passo indietro. Lo sbiancamento dei coralli è il fenomeno per cui questi organismi, sottoposti a forte stress ambientale, perdono la loro colorazione e assumono un aspetto pallido, quasi spettrale. Non si tratta di un semplice cambio estetico. Un corallo sbiancato è un corallo indebolito, più vulnerabile e meno capace di sostenere la vita che normalmente ruota attorno a lui.
Proprio per questo l’immagine di una barriera corallina diventata bianca viene spesso letta come il segnale di un danno ormai irreparabile. Il dato sul recupero in 8 settimane racconta una storia diversa, o almeno più sfumata. Il bianco non coincide automaticamente con la fine, e in certe condizioni il processo si può invertire in modo completo, non parziale. La parola chiave qui è proprio completo. I coralli osservati non si sono limitati a sopravvivere o a recuperare un po’ di colore. Si sono ripresi del tutto, tornando nelle condizioni in cui si trovavano prima dello sbiancamento.
Il ruolo decisivo del contatto con i coralli sani
L’elemento che fa la differenza è la vicinanza fisica. Non basta che nella stessa zona ci siano coralli sani, serve un vero e proprio contatto diretto tra l’esemplare in difficoltà e quello in salute. È questa condizione ad aver permesso ai coralli sbiancati di rimettersi in sesto nel giro di poco meno di due mesi.
Il concetto ha qualcosa di molto intuitivo. Un organismo indebolito trae beneficio dalla presenza di un compagno forte, un po’ come succede in tante altre forme di vita che dipendono le une dalle altre. Nel caso dei coralli però questa dinamica assume un peso particolare, perché parliamo di strutture che vivono ancorate al fondale e che non possono spostarsi per cercare condizioni migliori. Quello che hanno intorno è tutto ciò su cui possono contare.
Ecco perché la notizia viene accolta come un segnale di fiducia. La salute di una barriera corallina sembra dipendere anche dai legami tra i singoli esemplari, e la presenza di coralli in buono stato può trasformarsi in una risorsa per quelli che hanno subito danni. Un corallo sano, in altre parole, non è soltanto un corallo che sta bene ma anche un potenziale alleato per chi gli sta vicino. Il risultato osservato è netto. I coralli sbiancati rimasti a contatto diretto con esemplari in salute sono tornati in piena forma entro 8 settimane.
Fonte: TecnoAndroid


