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Chi aspetta di rivedere Audi A4 nei listini dovrà mettere in conto ancora parecchia pazienza, perché il progetto è in una fase davvero iniziale e le prime indiscrezioni parlano di un design muscolare, vicino al linguaggio stilistico inaugurato con la Nuvolari. La berlina media è uscita dal listino della Casa dei Quattro Anelli nel 2024 e, stando alle voci raccolte attorno a Ingolstadt, non tornerà prima di 3 anni. Con il rischio concreto che la data slitti ancora.
Il motivo del possibile rinvio ha un nome tecnico e poco rassicurante per chi in Volkswagen segue i programmi di prodotto, ovvero la Scalable Systems Platform, la famosa SSP che avrebbe dovuto rappresentare l’evoluzione della MEB già utilizzata da diversi modelli elettrici del Gruppo. I tempi di sviluppo si stanno dilatando, e quando si allunga la piattaforma si allunga tutto il resto. Vale la pena ricordare quanto pesasse questa sigla nella storia recente del marchio, visto che dalla prima serie di A4 derivarono Volkswagen Passat B5 e la prima generazione di Skoda Superb, dalla terza serie nacque la SEAT Exeo e con la quarta debuttò la piattaforma modulare MLB, quella su cui venne costruita anche Audi A5.
Il render che anticipa la nuova A4
L’impostazione della carrozzeria resta quella di sempre, con evidenti richiami agli ultimi progetti firmati Audi. Il render circolato in rete, opera del canale YouTube Mahboub 1, mostra una linea che non si allontana dai concetti visti su Nuvolari e Concept C, le due sportive full electric svelate nel corso dell’ultimo anno. Naturalmente qui si parla di una berlina, quindi con un taglio più classico e in linea con la tradizione del segmento, senza forzature stilistiche particolari.
C’è però un dettaglio che farà storcere il naso a più di qualcuno. La futura A4 dovrebbe essere rilanciata come modello esclusivamente elettrico, costruito sulla nuova architettura SSP. L’ultima A4 con motore termico è uscita di produzione 2 anni fa, lasciando ancora più spazio commerciale alla nuova A5, che nel frattempo ha preso in carico buona parte della clientela storica della berlina media di Ingolstadt.
Il nodo dei 48 volt e gli effetti a catena

Credits: TecnoAndroid
Le difficoltà nel portare la SSP a pieno regime hanno spinto i dirigenti Volkswagen a una scelta pesante durante lo sviluppo, cioè il passaggio dal tradizionale sistema a 12 volt a uno a 48 volt. Sulla carta è un salto tecnologico interessante, nella pratica significa una mole enorme di lavoro extra di ingegnerizzazione, con tutto quello che comporta in termini di tempi e costi.
Il ritardo non riguarda soltanto la berlina dei Quattro Anelli. L’effetto domino si estende anche alla futura Golf full electric e alla nuova T-Roc a zero emissioni, due modelli chiave per i volumi del Gruppo, che secondo le indiscrezioni potrebbero essere svelati addirittura nel 2030. Un orizzonte lontanissimo, se si pensa a quanto velocemente si muove la concorrenza asiatica nello stesso segmento.
Va detto che il quadro generale non aiuta. La transizione elettrica ha spinto il Gruppo Volkswagen dentro una crisi senza precedenti, con forti tensioni sindacali e ragionamenti in corso persino su una possibile cessione di SEAT. In uno scenario di incertezza sul reale successo globale delle vetture a batteria, prendersi qualche mese in più potrebbe non essere necessariamente un danno.
Sul fronte delle alleanze il colosso di Wolfsburg ha stretto una collaborazione con Rivian, ma anche in quel caso i primi modelli completamente elettrici rischiano di slittare al nuovo decennio. Nel frattempo le architetture MEB e PPE resteranno centrali nella produzione dei modelli del Gruppo, coprendo la fase di passaggio in attesa che la SSP sia finalmente pronta per la strada.
Fonte: TecnoAndroid








